ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI SAN GIUSEPPE JATO

Il presente Regolamento è stato adottato dal Consiglio d’Istituto, nella seduta del 19/12/2014,

con deliberazione n. 20 ed aggiornato al 9/11/2015

CARATTERI E FINI DELLA SCUOLA

 

  1. Il dettato costituzionale

 

La Costituzione Italiana sancisce all’art.34 che “L’istruzione inferiore impartita per almeno otto anni è obbligatoria e gratuita” e all’art.3 che “ è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

L’Istituto Scolastico Comprensivo di San Giuseppe Jato adotta il presente regolamento per:

  • realizzare pienamente gli obiettivi propri della scuola;
  • ottimizzare l’impianto organizzativo;
  • utilizzare in modo adeguato e funzionale risorse umane e spazi;
  • tutelare la sicurezza personale, altrui e propria;
  • stabilire i comportamenti richiesti ad operatori ed utenti;
  • salvaguardare il patrimonio.

Il presente regolamento costituisce riferimento e norma per il personale, per gli alunni, per l’utenza in genere dell’Istituto; ha validità per tutti i plessi dell’Istituto,

fatte salve le esplicitate differenze locali.

                                                                                 

INDICE

TITOLO 1 – ALUNNI

Art. 1 Ingresso e accoglienza

Art. 2 uscita da scuola

Art. 3 Permanenza a scuola

Art. 4 Orario

Art. 5 Comunicazioni scuola – famiglia

Art. 6 Libretti per le assenze

Art. 7 Giustificazione delle assenze

Art. 8 Ritardi, entrate posticipate, uscite anticipate

Art. 9 Esoneri dalle lezioni pratiche di scienze motorie e sportive

Art.10 Attività alternativa all’insegnamento della religione cattolica

Art.11Comportamento

 

TITOLO 2 – DOCENTI

Art. 12  La funzione docente e il piano annuale delle attività

Art. 13  Norme comportamentali e di servizio e sorveglianza alunni

Art. 14 Eventuali infortuni e incidenti occorrenti nei locali della scuola

Art. 15 Sostituzione dei docenti assenti

Art. 16 Obblighi individuali connessi alla funzione docente e relative attività funzionali

Art. 17 Modalità e criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie e strumenti di comunicazione

Art. 18 Doveri del dipendente in caso di assenza per malattia o per motivi diversi

 

TITOLO 3 – GENITORI

Art. 19 Patto educativo di corresponsabilità

Art. 20 Diritto di assemblea

Art. 21 Comitato Genitori

Art. 22 Accesso dei genitori ai locali scolastici

 

TITOLO 4 – PERSONALE A.T.A.

Art. 23 Accoglienza, servizio e privacy

Art. 24 orario di ricevimento della segreteria

Art. 25 Congedi per salute, permessi brevi, ferie per il personale non docente

 

TITOLO 5 – REGOLAMENTO DI DISCIPLINA

Art.26 Contenuto dei regolamenti di Istituto

Art.27 Illeciti disciplinari

Art.28 Sanzioni e regime applicativo

Art.29 Impugnazioni

 

TITOLO 6 – VISITE GUIDATE E VIAGGI DI ISTRUZIONE (norme generali)

Art.30 Visite guidate e viaggi di istruzione (norme generali)

 

TITOLO 7 – ORGANI COLLEGIALI

Art. 31 Convocazione

Art. 32 Validità sedute

Art. 33 Discussione Ordine del Giorno

Art. 34 Mozione d’ordine

Art. 35 Diritto di intervento

Art. 36 Dichiarazione di voto

Art. 37 Votazioni

Art. 38 Processo verbale

Art. 39 Decadenza dal Consiglio di istituto

Art.40 Dimissioni dal Consiglio di istituto

Art. 41 Surroga di membri cessati nel Consiglio di istituto

Art. 42 Norme di funzionamento del Consiglio di Istituto

Art. 43 Norme di funzionamento della Giunta Esecutiva

Art. 44 Norme di funzionamento del Collegio dei Docenti

Art. 45 Norme di funzionamento del Comitato per la Valutazione del Servizio

dei docenti

Art. 46 Norme di funzionamento dei Consigli di Classe, Interclasse, Intersezione

Art. 47 Norme di funzionamento dell’Organo di Garanzia

 

TITOLO 8 – GESTIONE DELLE RISORSE

Art. 48 Uso dei laboratori e delle aule speciali

Art. 49 Sussidi didattici

Art. 50 Distribuzione materiale informativo e pubblicitario

 

TITOLO 9 – PREVENZIONE E SICUREZZA

Art. 51 Accesso di estranei ai locali scolastici

Art. 52 Circolazione di mezzi all’interno dell’area scolastica

Art. 53 Rischio ed emergenza

Art. 54 Obblighi dei lavoratori

Art. 55 Sicurezza degli alunni

Art. 56 Somministrazione di farmaci

Art. 57 Introduzione di alimenti a scuola

Art. 58 Divieto di fumo

Art. 59 Uso del telefono

 

TITOLO 10 – VALIDITA’ DELL’ANNO SCOLASTICO PER LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI

Art. 60 Validità dell’anno scolastico per la valutazione degli alunni

 

TITOLO 11 – Norme generali sul funzionamento dell’istituto

Art. 61 Adesione ai progetti

Art. 62  Aggiornamento dei docenti

Art. 63  Criteri per la formazione delle classi e per le iscrizioni

Art. 64  Criteri per l’assegnazione dei docenti alle classi

Art. 65  Uso dei locali per attività extrascolastiche

Art. 66  Uso dei locali per le assemblee delle varie componenti

Art. 67  Stipula dei contratti di PRESTAZIONE D’OPERA CON ESPERTI per particolari attività ed insegnamenti 

Art. 68  Calendario scolastico

Art. 69  Contributi degli alunni

Art. 70  Norme di sicurezza

Art. 71  Norme finali

 TITOLO 1

 ALUNNI

Articolo 1 – Ingresso e accoglienza

  1. Gli alunni devono arrivare puntualmente a scuola dove sono accolti dai docenti nell’atrio o nelle classi secondo le disposizioni previste nei singoli plessi.

Gli alunni entreranno nei locali della scuola seguendo il percorso dedicato ed indicato dai responsabili di plesso.

Si precisa che per gli alunni della scuola dell’infanzia è prevista la flessibilità per l’entrata: i bambini saranno ammessi a scuola fino alle ore 9,00.

 

Ogni alunno deve essere accolto come persona con un proprio patrimonio culturale già acquisito nella famiglia, nella società, nelle scuole precedenti e come portatore di un diritto-dovere

  • Ad una formazione qualificata
  • Ad essere rispettato da tutto il personale
  • Ad essere guidato, aiutato e consigliato nelle diverse fasi della maturazione e dell’apprendimento
  • Ad essere oggetto di un’attenta progettazione didattica, che possa aiutarlo a sviluppare le proprie potenzialità
  • ad essere ascoltato quando esprime osservazioni, difficoltà, formulando domande, chiedendo chiarimenti.

Gli alunni devono:

  • frequentare regolarmente le lezioni
  • rispettare persone, cose e strutture scolastiche
  • svolgere in modo accurato, regolare ed attivo il lavoro scolastico
  • avere sempre con sé tutto l’occorrente per le lezioni
  • essere puntuali
  • far leggere e firmare ai genitori le comunicazioni della scuola.

 

 

Articolo 2 Uscita da scuola

Trattandosi di minorenni, tenendo presenti gli artt. 2042, 2047 e 2048 del c.c., nonché le varie sentenze emesse nel corso degli anni dalla Corte di Cassazione (ex multis sentenza della Corte di Cassazione civile, sez. I, n. 3074 del 30/03/1999, n. 2497 del 2008, n. 5067 del 2010, n. 9906 del 2010, 19158 del 2012), si precisa che gli alunni, alla fine della giornata scolastica, dovranno essere prelevati da uno dei genitori o da persona da essi delegata (la delega deve essere scritta e consegnata al responsabile di plesso o, per il plesso “Riccobono”, al vicario). Per gli alunni di scuola primaria i docenti, con la collaborazione del personale non docente, si accerteranno che gli alunni vengano prelevati dai genitori o da persona da essi delegata e, in caso di ritardo di questi, attenderanno il loro arrivo. Solo se il ritardo è eccessivo avvertiranno la sede centrale per decidere quale comportamento tenere. In nessun caso si dovranno lasciare i bambini da soli.

I genitori degli alunni che fruiranno del servizio scuolabus delegheranno gli operatori comunali incaricati di tale servizio a prelevare i figli dalla scuola.

Se i genitori scegliessero modalità diverse da quelle indicate, dovranno darne dettagliata e motivata comunicazione alla scuola e all’insegnante.

Ad inizio di anno i genitori di bambini di scuola primaria che vanno a casa da soli, faranno una formale comunicazione alla scuola (comunicazione scritta e firmata da entrambi i genitori), che sarà conservata agli atti.

Per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado al contrario, soltanto in presenza di una specifica richiesta dei genitori si porrà attenzione a chi li preleva.

2.1- Note specifiche per il plesso “FALCONE”

– Onde consentire un’ordinata conclusione della giornata scolastica nel plesso “Falcone” la campana suonerà tre volte. Gli alunni alla fine delle lezioni lasceranno le proprie classi, accompagnati dai docenti, nel seguente ordine:

  • al primo suono della campana usciranno gli alunni del pianterreno;
  • al secondo suono della campana usciranno gli alunni del primo piano;
  • al terzo suono della campana usciranno gli alunni del secondo piano

2.2-Note specifiche per il plesso  “MATTARELLA”

– Onde consentire un’ordinata conclusione della giornata scolastica nel plesso “Mattarella” la campana suonerà tre volte. Gli alunni alla fine delle lezioni lasceranno le proprie classi, accompagnati dai docenti, nel seguente ordine:

  • al primo suono della campana usciranno gli alunni del pianterreno;
  • al secondo suono della campana usciranno gli alunni del piano rialzato;
  • al terzo suono della campana usciranno gli alunni del primo piano.

Si precisa che gli alunni della scuola dell’infanzia, escono dalla scuola alle ore 16,30 e che l’orario (8,30-16,30) è articolato su cinque giorni della settimana (dal lunedì al venerdì).

2.3-  Note specifiche per il plesso  “RODARI”

Si precisa che gli alunni della scuola dell’infanzia escono dalla scuola alle ore 16,30 e che l’orario (8,30-16,30) è articolato su cinque giorni della settimana (dal lunedì al venerdì).

2.4- Note specifiche per il plesso  “RICCOBONO”

 – Onde consentire un’ordinata conclusione della giornata scolastica nel plesso “Riccobono” la campana suonerà due volte. Gli alunni alla fine delle lezioni lasceranno le proprie classi, accompagnati dai docenti, nel seguente ordine:

– al primo suono della campana usciranno gli alunni delle classi site a pianterreno lato palestra, cioè le terze classi;

– al secondo suono della campana gli alunni del primo piano (classi seconde) usciranno dalla scala A; gli alunni delle classi del secondo piano (classi prime)  usciranno dalla scala B.

 

Articolo 3 – Permanenza a scuola

Durante i cambi d’ora gli alunni attenderanno in classe e non dovranno uscire dalle aule per nessuno motivo, se non con il permesso dell’insegnante uscente o entrante.

Gli alunni che si recano in palestra verranno prelevati dall’insegnante di educazione fisica, mentre gli alunni che provengono dalla palestra saranno accolti dai docenti dell’ora successiva in classe. Durante il trasferimento in aule speciali o laboratori gli alunni devono essere accompagnati dall’insegnante che li ha in affidamento.

Per quanto concerne i cambi d’ora ordinari, gli insegnanti provvederanno con la massima celerità ad effettuare il cambio d’aula, cercando di ridurre al minimo inevitabili i momenti di non sorveglianza delle classi. La responsabilità di quanto avviene in classe durante il cambio d’ora ricade sul docente entrante eventualmente in ritardo. Solo in casi eccezionali il docente uscente e per opportunità di intervento si tratterrà  nella classe.

Durante le ore di lezione, in caso di necessità, si lascerà uscire un solo alunno per volta; si cercherà tuttavia di limitare tali uscite nel corso della prima ora di lezione o dell’ora successiva all’intervallo. Gli alunni che, per necessità, devono recarsi in segreteria o presso la sala insegnanti dovranno essere accompagnati dal personale ausiliario. Al termine delle lezioni l’uscita degli alunni avverrà in modo ordinato e con la vigilanza del personale docente di turno.

Il pubblico potrà accedere agli uffici solo nei giorni e negli orari consentiti.

Articolo 4- Orario

L’orario in vigore per la prima settimana di scuola è provvisorio.

Gli alunni hanno accesso nelle classi al suono della campana, che indica l’inizio delle lezioni (alle ore 8,15 per la scuola primaria, alle ore 8,30 per la scuola secondaria di primo grado.

Articolo 5 – Comunicazioni scuola – famiglia

  1. Gli alunni della Scuola Primaria e della Scuola Secondaria di primo grado devono portare quotidianamente il diario scolastico e/o il libretto personale che sono il mezzo di comunicazione tra scuola e famiglia. I genitori sono invitati a controllare i compiti e le lezioni assegnate, le eventuali annotazioni degli insegnanti, le comunicazioni della scuola e ad apporre la propria firma per presa visione.
  2. Per la Scuola dell’Infanzia le comunicazioni vengono affisse in bacheca nei singoli plessi e/o inviate a casa tramite avvisi stampati e distribuiti ai bambini.

I genitori degli alunni sono una componente essenziale nella vita della scuola, la loro attiva partecipazione si concretizza in questi precisi momenti:

  1. nel consiglio di classe
  2. nell’assemblea di classe
  3. nell’assemblea generale dei genitori di tutta la scuola
  4. nel Consiglio d’Istituto in qualità di membri e come uditori

I genitori attuano il rapporto quotidiano con la scuola mediante il controllo costante del diario scolastico. In ogni caso gli insegnanti e il Dirigente auspicano di poter aver contatti personali con i genitori, soprattutto quando si denota uno scarso profitto o un comportamento scorretto. I rapporti con la famiglia sono articolati nel seguente modo:

  • incontri con le famiglie degli allievi in fase di pre-iscrizione alla scuola dell’Infanzia, alla scuola Primaria e alla scuola Secondaria di I grado, finalizzati alla conoscenza dell’Istituzione scolastica ed illustrare il P.O.F.
  • incontri nei consigli di classe, nel periodo iniziale della scuola per illustrare la progettazione educativo-didattica
  • incontri dei consigli di classe e di interclasse con i genitori per illustrare la programmazione educativo-didattica sia del primo che del secondo quadrimestre, la situazione di classe, le problematiche educative degli alunni e tutto quanto previsto dalla normativa vigente.
  • Incontri individuali docenti-genitori sia nelle mattine secondo l’orario di ricevimento degli insegnanti e/o per appuntamento, che in pomeriggi di ricevimento generale.
  • Incontri per la consegna delle schede di valutazione
  • Incontri nell’ambito di progetti approvati dal Collegio dei docenti
  • Incontri per orientamento scolastico e professionale finalizzato alla scelta della scuola superiore.

Articolo 6–  Libretti per le assenze

Gli studenti delle classi prime hanno ricevuto un libretto delle assenze valido per più anni. Il libretto, recante il timbro della scuola, e la firma apposta da uno dei genitori alla presenza del personale della segreteria, deve essere conservato con cura.

Gli studenti delle altre classi, in possesso del vecchio libretto non ancora esaurito, lo useranno fino al suo esaurimento per poi richiederne uno nuovo secondo la seguente prassi: consegna di quello vecchio in segreteria e richiesta di quello nuovo.

Articolo 7– Giustificazione delle assenze

Le assenze dovranno essere giustificate dal genitore che ha depositato la firma a scuola sull’apposito libretto personale distribuito dalla scuola. Le assenze per malattia superiori ai tre giorni, vanno giustificate con certificato medico. Dopo tre giorni di assenza, è necessario presentare un certificato del medico curante che attesti lo stato di salute, senza il quale non si è ammessi in classe. Se l’assenza superiore a tre giorni è dovuta a motivi diversi dalla malattia, deve essere giustificata di persona da uno dei genitori.

Le assenze degli alunni saranno giustificate dall’insegnante della prima ora del giorno successivo a quello in cui si saranno verificate. Non saranno ammessi in classe gli alunni che dopo uno o più giorni di assenza si presenteranno a scuola sprovvisti della prescritta giustificazione, tranne il caso in cui il collaboratore del dirigente scolastico o il responsabile di plesso li autorizzi.

Articolo 8– Ritardi, entrate posticipate, uscite anticipate

Sarà concesso agli alunni di entrare in classe con un ritardo non superiore ai cinque minuti solo per gravi e comprovati motivi, che, in ogni caso, dovranno essere annotati sul registro di classe dal docente della prima ora.

I permessi di uscita in anticipo potranno essere rilasciati dal Dirigente scolastico o da un suo collaboratore solo se gli alunni saranno prelevati dall’istituto personalmente da uno dei genitori o da persona delegata (delega scritta con fotocopia del documento di identità del delegante e del delegato).

I permessi di entrata in ritardo saranno concessi su richiesta scritta da parte del genitore che avrà apposto la firma sul libretto di giustificazione delle assenze. In caso di impedimento di tutti e due i genitori è necessaria delega scritta.

Resta comunque inteso che le ore di entrata in ritardo o di uscita in anticipo verranno computate nel monte ore massimo di assenze consentito per la validità dell’anno scolastico. In caso di assenza dei collaboratori per il plesso “Riccobono”, o dei responsabili per i singoli plessi, i permessi di entrata e di uscita saranno rilasciati dall’insegnante dell’ora.

Non è consentito uscire dall’aula prima della 2^ ora di lezione per nessun motivo ad eccezione di casi di assoluto bisogno la cui attendibilità è rimessa alla discrezione degli insegnanti e limitatamente ad una sola persona.

Durante le ore curricolari gli alunni potranno accedere agli uffici di segreteria solo su autorizzazione scritta del docente dell’ora.

Articolo 9- Esoneri dalle lezioni pratiche di scienze motorie e sportive

Per ottenere l’esonero temporaneo o totale dalla partecipazione alle lezioni pratiche di scienze motorie e sportive il genitore dovrà presentare una domanda al Dirigente scolastico in carta semplice corredata dal certificato del proprio medico. Gli studenti esonerati dovranno comunque partecipare alle lezioni di scienze motorie e sportive senza svolgere, ovviamente, gli esercizi fisici e verranno valutati sulla parte teorica della disciplina.

Articolo 10- Attività alternative all’insegnamento della religione cattolica

Gli studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica svolgeranno attività di studio previo inserimento in classe parallela che svolga lezione diversa dalla religione cattolica e seguiranno attività alternative appositamente programmate.

Articolo 11- Comportamento

È severamente proibito fumare.

È severamente vietato l’uso del cellulare a scuola.

È opportuno vestirsi decentemente.

Non si deve recare danno alle suppellettili e all’arredamento della scuola. Eventuali danni arrecati saranno risarciti dai responsabili, sia a livello individuale che collettivo.

Bisogna evitare di sporcare i servizi igienici e di scrivere frasi o parole di cattivo gusto.

Bisogna collaborare con il personale non docente perché la scuola rimanga pulita.

Nel cambio dell’ora di lezione gli alunni devono restare nelle rispettive classi, devono evitare di uscire nei corridoi e non devono recarsi ai servizi igienici senza la dovuta autorizzazione.

Durante l’entrata, il cambio dell’ora e l’uscita, gli alunni dovranno comportarsi in modo corretto e usare un linguaggio civile e dignitoso.

Durante l’entrata e l’uscita, gli alunni non possono adoperare le scale di emergenza.

Gli alunni debbono salire e scendere le scale con compostezza e senza correre, sia all’ingresso sotto la vigilanza del personale docente e ausiliario, sia all’uscita, accompagnati dal docente dell’ultima ora.

È vietato portare nella sede scolastica materiale che non sia di stretta attinenza alla attività didattica e che possa essere nocivo a sé stessi e agli altri. Gli alunni che portano a scuola il telefono cellulare, devono lasciarlo spento e chiuso nello zaino, diversamente può essere ritirato e riconsegnato esclusivamente ai genitori. La scuola non è responsabile di eventuali smarrimenti o sottrazioni che possono verificarsi. Gli alunni sono invitati a non portare a scuola denaro o oggetti di valore.

Durante gli spostamenti dalla propria aula, gli alunni devono mantenere il massimo silenzio per non disturbare la lezione nelle altre classi. Qualsiasi spostamento dentro o fuori dell’edificio scolastico si svolgerà sotto la sorveglianza degli insegnanti o dei collaboratori scolastici.

TITOLO 2

DOCENTI

Art. 12- La funzione docente e il piano annuale delle attività

Le modalità organizzative declinate delle varie attività della scuola sono adottate con autonomia funzionale al fine della promozione dei processi innovativi e del miglioramento dell’offerta formativa. Il Piano potrebbe richiedere una riprogrammazione sulla base di nuove esigenze insorgenti in corso d’anno (art. 28 CCNL 2007).

Il profilo professionale dei docenti è costituito da competenze disciplinari, pedagogiche, metodologico – didattiche, organizzativo – relazionali e di ricerca, tra loro correlate ed interagenti.

I contenuti della prestazione professionale del personale docente si definiscono nel quadro degli obiettivi generali perseguiti dal sistema nazionale d’istruzione e nel rispetto degli indirizzi delineati nel POF della scuola.

La funzione docente realizza il processo di insegnamento/apprendimento volto a promuovere lo sviluppo umano, culturale, civile e professionale degli alunni, si fonda sull’autonomia culturale e professionale dei docenti e si esplica nelle attività individuali e collegiali e nella partecipazione alle attività di formazione e aggiornamento in servizio.

Nelle attività collegiali, attraverso opportuni processi di confronto, i docenti attuano e verificano, per gli aspetti pedagogico-didattici, il Piano dell’Offerta Formativa adattandone l’articolazione alle differenziate esigenze degli alunni e tenendo conto del contesto socio-economico di riferimento, anche al fine del raggiungimento di condivisi obiettivi qualitativi di apprendimento di ciascuna classe e nelle diverse discipline (art. 26 CCNL 2007).

Le attività di insegnamento si articolano secondo l’orario d’obbligo.

Articolo 13– Norme comportamentali e di servizio e sorveglianza alunni.

Il personale docente della scuola dell’infanzia e della scuola primaria per accogliere i propri alunni, dovrà trovarsi nell’atrio di accoglienza almeno 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni.

Il personale docente della scuola secondaria di primo grado per accogliere i propri alunni dovrà trovarsi in aula almeno 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni.

Tale comportamento costituisce obbligo di servizio ai sensi del vigente CCNL e la eventuale inosservanza ha rilevanza disciplinare.

Ogni docente è tenuto a firmare sul registro delle presenze segnando anche l’eventuale ritardo che va poi recuperato quando necessario alla scuola.

La puntualità, oltre che un dovere, è un modello positivo che si trasmette agli alunni.

All’uscita i docenti dell’ultima ora sono responsabili della propria classe fino al cancello esterno.

Durante il proprio orario di servizio non ci si allontana dalla classe neanche per parlare con Dirigente, Vicario o per andare in segreteria. Solo in caso di malore, l’insegnante affiderà la classe al collaboratore scolastico del piano.

In ogni caso il personale docente deve:

  • Accompagnare la classe all’uscita alla fine delle lezioni vigilando che non si verifichino incidenti lungo il percorso;
  • Vigilare responsabilmente sui comportamenti degli alunni, che non sempre risultano improntati a correttezza e a senso civico (la vigilanza sugli allievi è questione molto delicata, comportando essa aspetti di responsabilità sia civile che penale );
  • Effettuare i cambi di classe nella maniera più celere possibile, e segnalare al personale ausiliario al piano che la classe è in attesa dell’insegnante
  • Attendere il cambio del collega nei casi in cui non esistano impegni di lavoro per l’ora successiva;
  • Tenere costantemente aggiornati il registro di classe e il registro personale;
  • Effettuare l’appello ad ogni ora di lezione ed annotare le eventuali irregolarità;
  • Dare lettura agli studenti delle comunicazioni diramate dalla dirigenza annotandole sul registro di classe;
  • Non sottoporre gli alunni ad accertamenti valutativi al di fuori della classe di appartenenza ed in giorni e/o ora non contemplati nell’orario relativo alla classe;
  • Accompagnare personalmente gli studenti negli spostamenti verso le “Aule speciali” e gli spazi destinati alle lezioni di Scienze motorie e sportive;
  • Non dimenticare che le ore a disposizione per il completamento dell’orario d’obbligo sono di effettivo servizio e che anche in caso di mancata utilizzazione bisogna restare a disposizione della Scuola. Non è consentita alcuna informativa telefonica;
  • Preavvisare in tempo utile i collaboratori del dirigente scolastico in caso di legittimo impedimento ad essere presenti a scuola;
  • Non abbandonare l’aula se non per motivi di assoluta necessità e, comunque, non prima di aver avvisato i collaboratori del dirigente scolastico o il responsabile di plesso;
  • Tenere presente che gli studenti sforniti di giustificazione possono essere autorizzati a rimanere in classe soltanto dai collaboratori del dirigente scolastico o dai responsabili di plesso;
  • Non consentire l’uscita a di più di due alunni per volta, sia per usufruire dei servizi igienici che per le altre necessità prima dell’inizio della terza ora di lezione (eccetto i casi di assoluta necessità);
  • Vigilare affinché gli alunni non fumino nei locali dell’Istituto, proponendosi come modello di comportamento (L.11/11/75 n. 584);
  • Promuovere la cultura della sicurezza attraverso il rispetto delle norme vigenti;
  • Far rispettare la disposizione dei banchi che può consentire un facile abbandono dell’aula in caso di calamità;
  • Segnalare alla Dirigenza i casi di assenze numerose e periodiche;
  • Non consigliare l’acquisto di libri di testo diversi da quelli in adozione;
  • Adoperarsi con disponibilità e spirito di collaborazione al fine di consentire ai colleghi l’effettuazione delle prove scritte in classe;
  • Consegnare alla classe gli elaborati entro 20 giorni dal loro svolgimento;
  • Evitare un eccessivo sovraccarico di compiti a casa;
  • Attenersi scrupolosamente alla programmazione presentata e concordata nell’ambito del Consiglio di classe e adoperarsi per il raggiungimento degli obiettivi didattici, delle mete formative e per l’acquisizione delle conoscenze, competenze e capacità. Nella seduta del Consiglio di classe in cui si insedierà la Componente Genitori verrà stipulato il “contratto formativo” per fissare obiettivi da raggiungere, modalità di verifica del raggiungimento degli obiettivi, numero delle verifiche e loro distribuzione nel tempo e trasparenza dei criteri applicati;
  • Cooperare al buon andamento della scuola offrendo collaborazione alla Dirigenza ed impegnandosi per la realizzazione dei deliberati collegiali nonché del P.O.F.;
  • Attenersi rigorosamente agli art. 15-16 del C.C.N.L. 2006/2009 per quanto riguarda la richiesta di permessi;
  • Comunicare l’assenza per motivi di salute in segreteria tempestivamente e comunque non oltre le ore 8,00 del giorno in cui essa si verifica;
  • Giustificare tempestivamente le assenze relative alle riunioni degli Organi Collegiali;
  • Non indicare ai genitori degli alunni in difficoltà nominativi di docenti di fiducia cui rivolgersi per lezioni private;
  • Non impartire lezioni private ad alunni dell’Istituto;
  • Comunicare al Dirigente Scolastico il nome degli alunni e la loro provenienza nel caso in cui si impartiscano lezioni private ad alunni di altri Istituti;
  • Adoperarsi perché l’immagine esterna dell’Istituto corrisponda all’impegno quotidianamente profuso dall’intera comunità scolastica;
  • Controllare che le aule e i locali di pertinenza siano mantenuti in condizioni di pulizia e decoro. In caso di condizioni igieniche non accettabili avvisare immediatamente il Dirigente per non incorrere nei provvedimenti di cui al D.P.R. 303/56;
  • Non utilizzare il telefono cellulare durante le ore di lezione, in quanto recano disturbo al corretto svolgimento delle ore di lezione che, per legge, devono essere dedicate all’ attività di insegnamento e non possono essere utilizzate, anche se parzialmente, per attività personali;
  • E’ consentito l’ utilizzo del telefono della scuola solo per motivi di servizio.
  • Fare osservare agli studenti il divieto di utilizzo di cellulari;
  • Fare osservare agli studenti il divieto delle uscite di sicurezza e delle scale di emergenza per scopi diversi da quelli previsti.
  • Rispettare e fare rispettare le norme a tutela della privacy.

In caso di malore degli alunni si avvertiranno i docenti e non docenti che hanno seguito i corsi di “primo soccorso “ e i cui nominativi sono affissi all’albo della scuola ed in possesso della portineria ma anche in loro assenza si seguiranno le seguenti norme:

  • Accertarsi delle reali condizioni dell’alunno senza mai sottovalutare l’evento
  • Al minimo dubbio confrontarsi con dirigente o vicario e collaboratore o responsabile di plesso per decidere sul comportamento da tenere
  • Avvisare la famiglia
  • Non compiere azioni di soccorso se non si è più che sicuri perché potrebbero essere dannose. Non si possono somministrare agli alunni farmaci, bicarbonato, zucchero, senza autorizzazione scritta laddove si specifica l’orario di assunzione degli stessi.
  • In caso di patologie (es. diabete, problemi cardiaci, allergie, epilessie, etc…) i genitori dovranno informare il dirigente scolastico, che, a sua volta, informerà gli insegnanti della classe dell’alunno e gli operatori scolastici.
  • Per i casi più gravi chiamare il 118 ma se tarda è preferibile, se si constata l’urgenza e come atto eccezionale, accompagnare al pronto soccorso con i propri mezzi
  • Se si tratta di incidente a scuola oltre a seguire le norme succitate occorre fare la relazione sull’evento con circostanze, ora, giorno, eventuali testimoni, azioni intraprese

NORME COMPORTAMENTALI E DI SERVIZIO E SORVEGLIANZA ALUNNI

  • Trovarsi a scuola almeno cinque minuti prima dell’inizio dell’ora per consentire il puntuale avvio delle lezioni;
  • Accompagnare la classe all’uscita alla fine delle lezioni vigilando che non si verifichino incidenti lungo il percorso;
  • Vigilare responsabilmente sui comportamenti degli alunni, che non sempre risultano improntati a correttezza e a senso civico (la vigilanza sugli allievi è questione molto delicata, comportando essa aspetti di responsabilità sia civile che penale );
  • Effettuare i cambi di classe nella maniera più celere possibile, e segnalare al personale ausiliario al piano che la classe è in attesa dell’insegnante;
  • Attendere il cambio del collega nei casi in cui non esistano impegni di lavoro per l’ora successiva;
  • Tenere costantemente aggiornati il registro di classe e il registro personale;
  • Effettuare l’appello ad ogni ora di lezione ed annotare le eventuali irregolarità;
  • Dare lettura agli studenti delle comunicazioni diramate dalla dirigenza annotandole sul registro di classe;
  • Non sottoporre gli alunni ad accertamenti valutativi al di fuori della classe di appartenenza ed in giorni e/o ora non contemplati nell’orario relativo alla classe;
  • Accompagnare personalmente gli studenti negli spostamenti verso le “Aule speciali” e gli spazi destinati alle lezioni di Scienze motorie e sportive;
  • Non dimenticare che le ore a disposizione per il completamento dell’orario d’obbligo sono di effettivo servizio e che anche in caso di mancata utilizzazione bisogna restare a disposizione della Scuola. Non è consentita alcuna informativa telefonica;
  • Preavvisare in tempo utile i collaboratori del dirigente scolastico in caso di legittimo impedimento ad essere presenti a scuola;
  • Non abbandonare l’aula se non per motivi di assoluta necessità e, comunque, non prima di aver avvisato i collaboratori del dirigente scolastico o il responsabile di plesso;
  • Tenere presente che gli studenti sforniti di giustificazione possono essere autorizzati a rimanere in classe soltanto dai collaboratori del dirigente scolastico o dai responsabili di plesso;
  • Non consentire l’uscita di più di due alunni per volta, sia per usufruire dei servizi igienici che per le altre necessità prima dell’inizio della terza ora di lezione (eccetto i casi di assoluta necessità);
  • Vigilare affinché gli alunni non fumino nei locali dell’Istituto, proponendosi come modello di comportamento (L.11/11/75 n. 584);
  • Promuovere la cultura della sicurezza attraverso il rispetto delle norme vigenti;
  • Far rispettare la disposizione dei banchi che può consentire un facile abbandono dell’aula in caso di calamità;
  • Segnalare alla Dirigenza i casi di assenze numerose e periodiche;
  • Non consigliare l’acquisto di libri di testo diversi da quelli in adozione;
  • Adoperarsi con disponibilità e spirito di collaborazione al fine di consentire ai colleghi l’effettuazione delle prove scritte in classe;
  • Consegnare alla classe gli elaborati entro 20 giorni dal loro svolgimento
  • Evitare un eccessivo sovraccarico di compiti a casa;
  • Attenersi scrupolosamente alla programmazione presentata e concordata nell’ambito del Consiglio di classe e adoperarsi per il raggiungimento degli obiettivi didattici, delle mete formative e per l’acquisizione delle conoscenze, competenze e capacità. Nella seduta del Consiglio di classe in cui si insedierà la Componente Genitori verrà stipulato il “contratto formativo” per fissare obiettivi da raggiungere, modalità di verifica del raggiungimento degli obiettivi, numero delle verifiche e loro distribuzione nel tempo e trasparenza dei criteri applicati;
  • Cooperare al buon andamento della scuola offrendo collaborazione alla Dirigenza ed impegnandosi per la realizzazione dei deliberati collegiali nonché del P.O.F.;
  • Attenersi rigorosamente agli art. 15-16 del C.C.N.L. 2006/2009 per quanto riguarda la richiesta di permessi;
  • Comunicare l’assenza per motivi di salute in segreteria tempestivamente e comunque non oltre le ore 8,00 del giorno in cui essa si verifica;
  • Giustificare tempestivamente le assenze relative alle riunioni degli Organi Collegiali;
  • Non indicare ai genitori degli alunni in difficoltà nominativi di docenti di fiducia cui rivolgersi per lezioni private;
  • Non impartire lezioni private ad alunni dell’Istituto;
  • Comunicare al Dirigente Scolastico il nome degli alunni e la loro provenienza nel caso in cui si impartiscano lezioni private ad alunni di altri Istituti;
  • Adoperarsi perché l’immagine esterna dell’Istituto corrisponda all’impegno quotidianamente profuso dall’intera comunità scolastica;
  • Controllare che le aule e i locali di pertinenza siano mantenuti in condizioni di pulizia e decoro. In caso di condizioni igieniche non accettabili avvisare immediatamente il Dirigente per non incorrere nei provvedimenti di cui al D.P.R. 303/56;
  • Non utilizzare il telefono cellulare durante le ore di lezione, in quanto reca disturbo al corretto svolgimento delle ore di lezione che, per legge, devono essere dedicate all’ attività di insegnamento e non possono essere utilizzate, anche se parzialmente, per attività personali;
  • E’ consentito l’ utilizzo del telefono della scuola solo per motivi di servizio.
  • Fare osservare agli studenti il divieto di utilizzo di cellulari;
  • Fare osservare agli studenti il divieto di utilizzo delle uscite di sicurezza e delle scale di emergenza per scopi diversi da quelli previsti.
  • Tranne che per i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, è consentita una flessibilità di cinque minuti per gli alunni ritardatari. Nel caso in cui si verificasse un ritardo più prolungato, gli alunni saranno ammessi in classe al cambio dell’ora. In tal caso attenderanno nella hall della scuola sotto la vigilanza del personale ATA (collaboratori scolastici). L’entrata in ritardo va annotata puntualmente sul registro di classe.
  • I genitori (o persona dagli stessi delegata) hanno l’obbligo di prelevare puntualmente i figli al termine delle lezioni. Se l’attesa si dovesse protrarre oltre l’orario, i docenti avranno cura di consegnare l’alunno al collaboratore che svolge funzione di accoglienza. Qualora i genitori avessero comunicato alla scuola che l’alunno effettuerà il tragitto scuola-casa senza accompagnatore, i docenti avranno cura di accompagnare l’alunno fino all’uscita dell’edificio scolastico. 
  • In caso di grave malessere o di infortunio dell’alunno durante l’orario scolastico, bisognerà intervenire tempestivamente telefonando al 118, che provvederà alle cure del caso e avvisare contemporaneamente i genitori.
  • Non si possono somministrare agli alunni farmaci, bicarbonato, zucchero, senza autorizzazione scritta laddove si specifica l’orario di assunzione degli stessi.
  • In caso di patologie (es. diabete, problemi cardiaci, allergie, epilessie, etc…) i genitori dovranno informare il dirigente scolastico, che, a sua volta, informerà gli insegnanti della classe dell’alunno e gli operatori scolastici.
  • Durante le ore di lezione gli alunni potranno accedere agli uffici di segreteria solo se autorizzati per iscritto dal docente dell’ora.
  • Nei locali dove si svolgono le attività didattiche gli estranei non possono avere accesso.

 

Art. 14- Eventuali infortuni e incidenti occorrenti nei locali della scuola

  • La scuola e tutti i suoi operatori sono attivi al fine di predisporre tutte le misure possibili e utili per prevenire infortuni ed incidenti scolastici e per attuare i comportamenti e gli interventi più idonei nel caso in cui accada un incidente ad un alunno in ambito scolastico, e fanno attenzione nel creare le condizioni affinché in ambito scolastico le emergenze igienico sanitarie siano correttamente prevenute e siano adeguatamente affrontate.
  • In caso di incidenti o malori improvvisi degli alunni, si garantirà il primo soccorso, si chiamerà il 118 e si provvederà ad avvisare tempestivamente la famiglia.
  • Si precisa altresì quanto appresso:
  • a) di ogni incidente, lieve o grave che si possa ritenere si deve dare tempestiva comunicazione in presidenza/segreteria anche per le vie brevi telefoniche;
  • b) il personale di segreteria preposto deve immediatamente avviare tutte le procedure del caso, anche se in via cautelativa e senza atti formali in mano, con la chiosa finale: “segue documentazione non appena acquisita agli atti della scuola”;
  • b) il personale interessato deve produrre formale relazione, in tempi brevissimi (max 24 ore), dettagliando la dinamica dei fatti e le circostanze che hanno determinato l’evento morboso o traumatico;
  • c) è compito del personale di segreteria designato:
  • – avviare tempestivamente la pratica con comunicazione all’assicurazione degli alunni;
  • – trasmettere il carteggio anche in tempi diversi;
  • – chiudere la pratica a completa guarigione.

 

Art. 15 – Sostituzioni dei docenti assenti

  1. presso la sede centrale saranno disposte dal Collaboratore vicario del Dirigente Scolastico o, in sua assenza, dal Collaboratore del dirigente scolastico.
  2. nei rimanenti plessi saranno disposte dai docenti responsabili di plesso, o, in loro assenza, dal secondo responsabile di plesso, impegnando i docenti a disposizione secondo i seguenti criteri:

– utilizzo di docenti in compresenza;

– utilizzo di docenti nell’ora in cui una delle classi loro assegnate non sia presente a scuola, con priorità di impegno nella classe in cui operano abitualmente;

– utilizzo di docenti con “ore di completamento”;

– utilizzo di docenti che devono restituire ore utilizzate per permessi brevi, con priorità di impegno nelle classi in cui operano abitualmente;

– utilizzo di docenti di sostegno in caso di assenza dell’alunno diversamente abile loro affidato e con priorità di impegno nella classe in cui operano abitualmente, fatta salva la possibilità di assistenza per altri alunni con bisogni speciali senza insegnante di sostegno;

– utilizzo dei docenti assegnati in organico di potenziamento;

– utilizzo di docenti per ore eccedenti l’orario d’obbligo nei limiti delle 6 ore settimanali, in prima analisi di docenti appartenenti allo stesso consiglio di classe, poi di docenti della medesima materia e infine di docenti titolari di altra disciplina e appartenenti ad altri Consigli di Classe.

Nel caso di sospensione delle lezioni nelle proprie classi per viaggi di istruzione o visite guidate, o per eventi di altra natura, i docenti saranno utilizzati per la sostituzione dei colleghi assenti, nel rispetto del proprio orario settimanale o per attività diverse dall’insegnamento, se programmate in precedenza.

 

Articolo 16 –  Obblighi individuali connessi alla funzione docente e relative attività funzionali

Gli obblighi individuali connessi alla funzione docente sono la correzione degli elaborati degli alunni, la preparazione delle lezioni e delle esercitazioni, la predisposizione dei giudizi valutativi, la partecipazione a scrutini ed esami, i colloqui individuali con le famiglie.

Le attività funzionali alla prestazione di insegnamento comprendono attività di carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione. In tale ambito si prevedono la promozione dei lavori dei Dipartimenti Disciplinari -articolazioni funzionali del Collegio Docenti- per la progettazione formativa, il coordinamento e la documentazione dell’attività di studio e ricerca; la promozione dei lavori delle Funzioni strumentali al POF – per la redazione e l’attuazione del Piano dell’Offerta Formativa e per il relativo monitoraggio con introduzione di forme di valutazione della qualità; per l’implementazione delle strutture organizzative che consentono al Piano dell’Offerta Formativa di esplicarsi e alla scuola di funzionare in termini di distribuzione dei compiti e di assunzione di responsabilità; per il sostegno a progetti che caratterizzino l’offerta formativa della scuola mirata al coinvolgimento di tutta la popolazione studentesca integrando e canalizzando gli impegni verso obiettivi condivisi per evitare la parcellizzazione degli esiti e delle risorse, per l’organizzazione delle prove INVALSI, per la realizzazione di rapporti sempre più costruttivi con il Territorio, per la cura della formazione e dell’aggiornamento del personale.

Ulteriori attività funzionali all’insegnamento sono la partecipazione al Collegio dei Docenti, al Ricevimento generale dei Genitori (Art. 29, c. 3, lett. a CCNL 2007), ai Consigli di Classe (Art. 29, c. 3, lett. b CCNL 2007), agli Scrutini ed esami ed alla compilazione degli atti relativi alla valutazione (Art. 29, c. 3, lett. c CCNL 2007).

I docenti impegnati nell’insegnamento in più di cinque classi, qualora superino le quaranta ore previste per i Consigli di Classe, concordano con il Dirigente Scolastico la partecipazione alle riunioni più importanti, al fine di evitare riunioni con più docenti assenti contemporaneamente.

In tal caso, gli insegnanti hanno comunque l’obbligo di informare i Coordinatori delle classi interessate, fornendo ogni indicazione utile allo svolgimento della riunione.

Le assenze alle riunioni degli organi collegiali devono essere giustificate con adeguata certificazione e/o mediante autodichiarazione a norma di legge.

Tutti i docenti sono obbligati ad assicurare la partecipazione agli scrutini ed agli esami nonché l’informazione alle famiglie sulla valutazione degli studenti delle proprie classi.

 

Articolo 17 Modalità e criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie e strumenti di comunicazione

Gli strumenti di comunicazione e di svolgimento dei rapporti con le famiglie consistono in:

– Rapporti di tipo istituzionale: Consigli di Classe con la componente Genitori per la trattazione di argomenti relativi alle dinamiche socio-educative e ai processi di apprendimento del gruppo classe, Consiglio d’Istituto per l’espressione di pareri e la formulazione di criteri e proposte.

– Rapporti di collaborazione all’azione formativa: Riunioni di tipo assembleare per la presentazione del Piano dell’Offerta Formativa e per la condivisione del Patto educativo di corresponsabilità.

– Rapporti di comunicazione sui risultati dei processi di apprendimento dei singoli:

  1. a) Colloqui individuali mensili per disciplina (ogni docente dedicherà un’ora, oltre il proprio orario di servizio in orario mattutino, al ricevimento individuale dei genitori. Tali colloqui avranno luogo in un giorno della prima settimana del mese su indicazione del docente e, previo appuntamento con il docente, nella terza settimana del mese.
  2. b) due colloqui pomeridiani collegiali, uno a primo quadrimestre e uno a secondo quadrimestre (il consiglio, nella sola componente docente riceverà singolarmente i genitori).

– Ruolo del docente Coordinatore del Consiglio di Classe: Contatti tempestivi e frequenti con le famiglie di alunni che manifestano disagio e difficoltà di apprendimento (Art. 29, c. 4 CCNL 2007).

 

 

Art. 18- Doveri del dipendente in caso di assenza per malattia o per motivi diversi

Al fine di dare concreta applicazione alle norme (Art. 55 – septies D. Lgs. 30/3/2001 n.165; D.P.C.M n. 206 del 18 dicembre 2009; Art 17 CCNL/2007) che regolano l’assenza per malattia, il personale dipendente ha il dovere di:

  1. Dare preventivamente, una volta per tutte, comunicazione alla scuola della propria residenza o del domicilio abituale dove possa essere effettuata la visita medica di controllo, allo scopo di consentire l’effettuazione della visita fiscale sin dal primo giorno della malattia.
  2. Nel caso, durante la malattia in atto, il dipendente dimori in luogo diverso da quello preventivamente comunicato dovrà darne tempestiva comunicazione alla scuola. Questa ultima dimora va comunicata anche al proprio medico che debba provvedere all’invio della certificazione per via telematica della malattia.
  3. Comunicare tempestivamente, per vie brevi (telefono), alla scuola l’assenza per malattia non oltre le ore 8,00 del giorno in cui si verifica, precisando altresì la presumibile durata della prognosi.
  4. Presentare alla scuola entro due giorni la domanda formale di assenza per malattia. Alla domanda non sarà allegato il certificato medico perché questo ultimo verrà trasmesso per via telematica dal medico.
  5. Restare, nel periodo di malattia, al proprio domicilio durante le fasce orarie di reperibilità.
  6. Dare preventiva comunicazione alla scuola nel caso in cui il dipendente debba allontanarsi dall’indirizzo comunicato durante le fasce di reperibilità per effettuare: visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere documentati, se richiesti dalla scuola. L’esclusione dall’obbligo della reperibilità è inoltre previsto per le malattie riconducibili ad una delle seguenti cause:
  7. a) patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  8. b) infortuni sul lavoro;
  9. c) malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;
  10. d) stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.

Per le assenze dovute a motivi diversi da quelli di salute, si ricorda che la domanda formale, debitamente motivata, deve essere inoltrata almeno un giorno prima o, in casi eccezionali, esplicitati esclusivamente al dirigente scolastico, il giorno stesso in cui si verifichi l’assenza.

 TITOLO 3

GENITORI

 Art. 19– Patto educativo di corresponsabilità

  1. I genitori sono i responsabili più diretti dell’educazione e dell’istruzione dei propri figli e pertanto hanno il dovere di condividere con la scuola tale importante compito.
  2. Per una proficua collaborazione tra scuola e famiglia si richiede ai genitori di sottoscrivere il seguente Patto Educativo di Corresponsabilità

I genitori si impegnano a:

  • trasmettere ai ragazzi che la scuola è di fondamentale importanza per costruire il loro futuro e la loro formazione culturale;
  • stabilire rapporti corretti con gli insegnanti, rispettandone la professionalità e adottando atteggiamenti improntati a fiducia, reciproca stima, scambio e comunicazione;
  • controllare, leggere e firmare puntualmente le comunicazioni sul libretto personale e/o sul diario;
  • partecipare con regolarità alle riunioni previste;
  • favorire la partecipazione dei figli alle attività programmate dalla scuola;
  • osservare le modalità di giustificazione delle assenze, dei ritardi e delle uscite anticipate;
  • attivarsi affinché l’alunno frequenti regolarmente la scuola, sia puntuale e adempia ai suoi doveri scolastici;
  • curare che l’alunno diventi più responsabile nel presentarsi a scuola con tutto il materiale occorrente per le attività didattiche;
  • responsabilizzare i propri figli al rispetto dell’ambiente scolastico e dei materiali della scuola, impegnandosi a risarcire eventuali danni arrecati.
  • A conoscere il Piano dell’Offerta Formativa e il Regolamento di Istituto.

I genitori inoltre esprimono il proprio consenso (ai sensi del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”) affinché il proprio figlio partecipi ai progetti di screening proposti dalla scuola. I dati rilevati verranno trattati con procedure idonee a tutelare la riservatezza.

Con particolare riferimento alla responsabilità civile che può insorgere a carico dei genitori, soprattutto in presenza di gravi episodi di violenza, di bullismo o di vandalismo, per eventuali danni causati dai figli a persone o cose durante le attività didattiche, si ritiene opportuno far presente che i genitori, in sede di giudizio civile, potranno essere ritenuti direttamente responsabili dell’accaduto, anche a prescindere dalla sottoscrizione del Patto Educativo di Corresponsabilità.

 

Articolo 20 – Diritto di assemblea

  1. I genitori degli alunni hanno diritto di riunirsi in Assemblea nei locali della scuola secondo le modalità previste dagli articoli 12 e 15 del Testo Unico del 16 aprile 1994, n. 297.
  2. Le assemblee si svolgono fuori dall’orario delle lezioni.
  3. L’Assemblea dei genitori può essere di sezione/classe, di plesso, di Istituto convocata, rispettivamente dai genitori degli alunni della classe, da uno dei componenti genitori del consiglio di interclasse, da uno dei genitori componenti del Consiglio di Istituto.

 Articolo 21– Comitato dei genitori

Come previsto dall’art. 15 del DL 297 del 16/4/94 i genitori designati a far parte dei consigli di classe possono riunirsi in un Comitato dei Genitori ed eleggere un proprio presidente il quale dura in carica per l’intero anno scolastico.

All’inizio dell’anno scolastico la convocazione di tutti i rappresentanti di classe, per la decisione di costituire o meno il Comitato dei Genitori è disposta dal Dirigente. Tale convocazione deve essere effettuata appena possibile successivamente alla elezione dei rappresentanti di classe.

Le convocazioni successive del Comitato Genitori sono decise dal Presidente del comitato stesso o qualora sia richiesto da almeno un terzo dei componenti il Comitato stesso. Una volta costituito, il Comitato Genitori ha diritto di riunirsi nei locali della scuola , previo accordo con il Dirigente. Qualora dalle riunioni del Comitato emerga una comunanza di istanza e di proposte da rappresentare con interventi unitari agli organi della scuola rispettivamente nelle materie di carattere educativo-didattico, il Presidente del Comitato ha l’onere di farne esposizione scritta al Consiglio d’Istituto o al Collegio dei Docenti a seconda delle distinte competenze di tali organi.

Ai sensi dell’art. 15 del DL 297/94 il comitato dei genitori, a maggioranza, potrà convocare l’assemblea generale di tutti i genitori della scuola. Il Comitato dei Genitori scade comunque al termine di ogni anno scolastico.

 Articolo 22 – Accesso dei genitori ai locali scolastici

  1. Non è consentita per nessun motivo la permanenza dei genitori nelle aule o nei corridoi dall’inizio delle attività didattiche, fatte salve le esigenze di accoglienza della Scuola dell’Infanzia o le situazioni specificatamente autorizzate dal Dirigente Scolastico.
  2. L’ingresso dei genitori nella scuola, durante le attività didattiche, è consentito esclusivamente in caso di uscita anticipata del figlio. Gli insegnanti, pertanto, si asterranno dall’intrattenersi con i genitori durante l’attività didattica anche per colloqui individuali riguardanti l’alunno.
  3. I genitori degli alunni possono accedere agli edifici scolastici nelle ore di ricevimento dei docenti.

TITOLO IV

 PERSONALE A.T.A

Articolo 23 – Accoglienza , servizio e privacy

Il personale ATA, nel rispetto di quanto stabilito dai CCNL, in base alle Indicazioni Generali date dal Consiglio d’Istituto, alle Direttive di massima impartite dal Dirigente Scolastico al DSGA, al Piano di attività elaborato dal DSGA, collabora con i docenti ed il Dirigente Scolastico al miglior funzionamento della scuola ed è direttamente responsabile dei compiti affidatigli. E’ tenuto al rispetto di tutte le altre componenti della scuola e deve contribuire al miglioramento dell’immagine della scuola. Nell’espletare il proprio lavoro ci si ispirerà a principi di efficienza, efficacia ed economicità.

Tutti gli operatori scolastici indossano il cartellino di identificazione ben visibile per tutta la durata del servizio. In tale cartellino vi saranno il logo e l’intestazione dell’istituto, la fotografia, il numero identificativo e la funzione dell’operatore.

I collaboratori scolastici, all’ingresso e nelle postazioni loro affidate e il personale amministrativo in segreteria,  garantiscono il servizio e l’accoglienza di alunni e utenza esterna con cortesia e garbo. Per nessun motivo si altereranno con il pubblico e tenderanno a risolvere qualunque problema con diplomazia.

I collaboratori scolastici permarranno nelle postazioni loro affidate. La pulizia e l’igiene in tutti i locali della scuola deve essere massima.

Tutto il personale ATA è tenuto al rispetto della legge sulla privacy.

 

Articolo 24 – Orario di ricevimento della segreteria

Ogni anno sarà affisso alla porta della segreteria l’orario di ricevimento.

Tutti dovranno attenersi scrupolosamente a tale orario anche per poter rispettare le norme sulla privacy. Ai docenti e non docenti è tassativamente proibito fare fotocopie o utilizzare i computer delle segreterie.

 

Articolo 25 – Congedi per salute, permessi brevi, ferie per il personale non docente

I non docenti sono tenuti a comunicare la loro assenza per malattia entro le ore otto qualunque sia l’orario del loro servizio.

I non docenti che hanno necessità di ore di permesso devono farne richiesta scritta al Direttore dei servizi amministrativi o, in caso di estrema urgenza, al docente responsabile di  plesso. E’ assolutamente vietato e perseguibile, anche in casi particolari, allontanarsi dalla scuola senza aver ottemperato a tale obbligo. Per le ferie si fa riferimento al CCNL.

TITOLO 5

REGOLAMENTO DI DISCIPLINA

Art. 26-Contenuto dei regolamenti d’Istituto

I destinatari delle norme contenute nello Statuto delle Studentesse e degli Studenti sono gli alunni delle scuole secondarie di 1° e 2° grado. Per gli alunni della scuola elementare risulta ancora vigente il Regio Decreto 26 aprile 1928, n. 1927, salvo che con riferimento alle disposizioni da ritenersi abrogate per incompatibilità con la disciplina successivamente intervenuta. Le disposizioni così sopravvissute devono poi essere comunque “attualizzate” tramite la contestuale applicazione delle regole generali sull’azione amministrativa derivanti dalla L. n. 241/1990 che detta norme sul procedimento amministrativo, e costituisce comunque il quadro di riferimento di carattere generale per gli aspetti procedimentali dell’azione disciplinare nei confronti degli studenti.

Articolo 27 – Illeciti disciplinari

E’ da considerarsi illecito disciplinare il venir meno ai seguenti doveri previsti dal Regolamento:

Frequenza regolare e assolvimento assiduo degli impegni di studio

Comportamento rispettoso nei confronti del Capo di Istituto, dei docenti, del personale della scuola, dei compagni durante l’orario delle lezioni, in tutti gli spazi della scuola e all’esterno, durante le attività parascolastiche compresi i viaggi d’istruzione.

Utilizzo corretto delle strutture, degli strumenti, dei sussidi didattici per non arrecare danni al patrimonio della scuola.

Inoltre è proibito portare a scuola oggetti estranei all’insegnamento e pericolosi, (telefonini, temperini, catene…..). In caso di inosservanza tali oggetti verranno sequestrati e restituiti al termine delle lezione ai genitori. Il comportamento degli alunni, anche nelle adiacenze dell’edificio scolastico, deve essere rispettoso dei principi di buona educazione nei confronti di persone e cose.

Articolo 28 – Sanzioni e regime applicativo.

Gli alunni hanno i diritti e i doveri stabiliti dagli articoli 2 e 3  del DPR 249 del 24/06/98 e dal D.P.R. n. 235 del 2007.

Agli studenti che manchino ai doveri scolastici sopra elencati sono inflitte le seguenti sanzioni disciplinari, in base alla gravità delle infrazioni:

  • 1 Ammonizione privata : essa può essere orale o scritta tramite annotazione sul registro e/o diario dell’alunno e può essere inflitta dall’insegnante e/o dal Dirigente per inadempienza ai doveri scolastici, per negligenza abituale, per ripetute assenze ingiustificate, per fatti non gravi che turbino il regolare andamento delle lezioni.
  • 2 Censura formale: essa viene irrogata dal Consiglio di Classe e comunicata alla famiglia mediante lettera raccomandata, in caso di infrazioni di una certa gravità, reiterate e non corrette a seguito dell’ammonizione di cui al punto precedente, ovvero quando la situazione richieda un intervento disciplinare più grave di quello previsto precedentemente.
  • 3 Allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo non superiore ai 15 giorni: Esso è disposto dal Consiglio di Classe ed è previsto fino a 5 giorni per gravi o ripetuti motivi che turbino il regolare andamento delle lezioni e comunque sempre dopo che il docente o i docenti interessati abbiano affrontato il problema attraverso il dialogo diretto con lo studente e la famiglia; oltre i 5 giorni e fino a 15 per gravi offese alle persone, alla religione di qualunque confessione essa sia , alla morale.
  • 4 Allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo superiore ai 15 giorni: Tale sanzione è adottata dal Consiglio d’istituto, se ricorrono due condizioni, entrambe necessarie:

1) devono essere stati commessi “reati che violino la dignità e il rispetto della persona umana ( ad es. violenza privata, minaccia, percosse, ingiurie, reati di natura sessuale etc.), oppure deve esservi una concreta situazione di pericolo per l’incolumità delle persone (ad es. incendio o allagamento);

2) il fatto commesso deve essere di tale gravità da richiedere una deroga al limite dell’allontanamento fino a 15 giorni previsto dal 7° comma dell’art. 4 dello Statuto. In tal caso la durata dell’allontanamento è adeguata alla gravità dell’infrazione, ovvero al permanere della situazione di pericolo.

Nei periodi di allontanamento superiori a 15 giorni, la scuola promuove – in coordinamento con la famiglia dello studente e, ove necessario, con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria – un percorso di recupero educativo mirato all’inclusione, alla responsabilizzazione e al reintegro, ove possibile, nella comunità scolastica.

  • 5 Allontanamento dalla comunità scolastica fino al termine dell’anno scolastico: L’irrogazione di tale sanzione, da  parte del Consiglio d’Istituto,  è prevista alle seguenti condizioni, tutte congiuntamente ricorrenti:
  • devono ricorrere situazioni di recidiva, nel caso di reati che violino la dignità e il rispetto per la persona umana, oppure atti di grave violenza o connotati da una particolare gravità tali da determinare seria apprensione a livello sociale;
  • non sono esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l’anno scolastico;
  • 6 Esclusione dello studente dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di stato conclusivo del corso di studio: Nei casi  più gravi di quelli già indicati al punto 26.5 ed al ricorrere delle stesse condizioni ivi indicate, il Consiglio d’istituto può disporre l’esclusione dello studente dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi.

Le sanzioni disciplinari di cui ai punti 26.3 – 26.4 – 26.5 – 26.6  possono essere irrogate soltanto previa verifica, da parte dell’istituzione scolastica, della sussistenza di elementi concreti e precisi dai quali si evinca la responsabilità disciplinare dello studente. Nel caso di danneggiamenti al patrimonio scolastico risponderanno in solido lo studente o gli studenti responsabili. Se non è possibile accertare l’autore del danno la spesa sarà divisa all’interno della classe, del corso o della sede della comunità interessata, a seconda della tipologia del danno. Speciali sanzioni decise dal Consiglio di Classe possono riguardare la sospensione dalle visite guidate e dai viaggi d’istruzione, dal gruppo sportivo o dalle lezioni normali con obbligo di presenza a scuola in altre mansioni concordate ed atte al recupero dell’interessato. È comunque, assolutamente vietata l’esclusione dalla classe con permanenza nei corridoi.

Articolo 29 – Impugnazioni

Le impugnazioni (Art. 5 del D.P.R. 235/07) delle sanzioni disciplinari sono finalizzate a garantire da un lato “il diritto di difesa” degli studenti e, dall’altro, la snellezza e rapidità del procedimento, che deve svolgersi e concludersi alla luce di quanto previsto, della Legge 7 agosto 1990, n. 241.

Va rammentato, infatti, che il procedimento disciplinare verso gli alunni è azione di natura amministrativa, per cui il procedimento che si mette in atto costituisce procedimento amministrativo, al quale si applica la normativa introdotta dalla Legge n. 241/90 e successive modificazioni, in tema di avvio del procedimento, formalizzazione dell’istruttoria, obbligo di conclusione espressa, obbligo di motivazione e termine.

L’organo di garanzia

Avverso le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso da parte delle famiglie entro 15 giorni dalla comunicazione della loro irrogazione ad un Organo di garanzia interno alla scuola, che dovrà esprimersi nei successivi dieci giorni (Art. 5 – Comma 1, D.P.R. 235/07).

L’Organo di garanzia  dell’Istituto Comprensivo di San Giuseppe Jato è costituito:

  • dal dirigente scolastico
  • dal presidente del consiglio d’istituto
  • da un docente, un genitore ed rappresentante del personale Ata eletti in seno al consiglio d’istituto.

L’organo di garanzia decide su richiesta dei genitori o di chiunque vi abbia interesse anche su conflitti che sorgano all’interno della scuola in merito all’applicazione del presente regolamento.

L’organo di garanzia dovrà esprimersi nel termine di dieci giorni dalla proposizione dell’impugnazione presso la segreteria della scuola.

In caso di incompatibilità (ad es. il membro è chi ha erogato la sanzione impugnata) o di necessaria astensione (ad es. nel caso di rapporto di parentela con lo studente sanzionato) subentrano di diritto ai membri incompatibili o astenuti il membro più anziano del consiglio d’istituto della rispettiva componente.

L’organo di garanzia è presieduto dal Dirigente scolastico. La seduta è valida se convocata, con ogni mezzo, almeno 24 ore prima e se è presente almeno la metà più uno dei membri. Le votazioni sulle impugnazioni delle sanzioni disciplinari sono assunte a voto segreto e con la maggioranza dei presenti. Sui conflitti in merito all’applicazione del regolamento d’istituto delibera a maggioranza dei presenti e con voto palese. In ogni caso il voto degli astenuti non viene conteggiato ai fini della determinazione del numero dei presenti. L’esito del ricorso va comunicato per iscritto all’interessato.

 TITOLO 6

 Visite guidate e viaggi d’istruzione (norme generali)

Articolo 30 Visite guidate e viaggi d’istruzione (norme generali)

Le visite guidate nell’ambito della mattinata rientrano nel normale orario scolastico e sono quindi obbligatorie per gli alunni. Dette visite debbono rientrare nella programmazione educativo-didattica in seno al Consiglio di Classe. Gli alunni disabili dovranno essere accompagnati dal docente di sostegno. In ogni caso rimangono valide le norme relative al rapporto docente-alunni previste dalla Legge. Ad ogni anno scolastico i genitori degli alunni verseranno una quota finalizzata a garantire una copertura assicurativa contro gli incidenti degli stessi. Gli alunni non assicurati non potranno partecipare alle visite guidate nel territorio e a nessuna delle attività programmate al di fuori dell’orario curriculare.

Visite guidate e viaggi d’istruzione vengono deliberati dagli OO.CC. dell’Istituzione e inseriti nel Piano dell’Offerta Formativa. Ai viaggi di istruzione devono partecipare possibilmente tutti gli alunni della classe e comunque non meno dei due terzi. La partecipazione ai viaggi d’istruzione è a totale carico delle famiglie degli alunni partecipanti; per i meno abbienti possono essere previsti contributi da parte della scuola o dei genitori. I docenti accompagnatori devono essere in numero tale da assicurare una adeguata sorveglianza sugli allievi, il numero degli accompagnatori dipenderà perciò dal numero degli alunni, dal loro grado di autonomia e di autocontrollo, dall’età, dalle loro condizioni socioculturali, dalla destinazione.

I Consigli di Classe e di Interclasse formuleranno proposte al Dirigente Scolastico rispetto ad eventuali esclusioni di alunni dalla partecipazione ai viaggi o alle visite guidate, per motivi di comportamento inadeguato. Il Dirigente Scolastico, con il vicario ed il coordinatore del Consiglio di classe , valuterà la proposta e deciderà se accoglierla. Ciò al fine di garantire uniformità nelle scelte dei vari consigli di classe.

In nessun caso i docenti sono autorizzati a raccogliere soldi. I contributi andranno versati dai genitori degli alunni, singolarmente o per gruppi classe, sul conto corrente postale dell’istituto, avendo cura di specificare la causale del versamento.

I docenti dovranno:

  • Prendere le presenze all’inizio di giornata
  • Fare frequenti appelli per controllare le presenze degli alunni
  • Non lasciarli mai senza sorveglianza
  • Se ci si trova in albergo, la sera presidiare i corridoi fino alla certezza che tutti dormano
  • Se si viaggia in nave o treno accertarsi che i gruppi siano compatti e sempre sorvegliati
  • Se si viaggia in pullman accertarsi che stiano sempre seduti e in situazioni di sicurezza
  • Se si viaggia con mezzi pubblici prestare ancora maggiore attenzione a situazioni di pericolo e compattezza del gruppo
  • Prevenire eventuali situazioni di pericolo
  • Raccomandare sempre comportamenti corretti
  • Al rientro accertarsi che l’alunno sia riconsegnato ai genitori o loro delegati attendendo eventuali ritardatari

Gli accompagnatori dovranno essere mediamente uno ogni 15 alunni. Comunque dovranno esserci due accompagnatori se si tratta di classe singola. In presenza di alunni particolarmente vivaci o con handicap si faccia presente alla presidenza per individuare la forma migliore che garantisca sicurezza; comunque non deve pregiudizialmente essere escluso nessun alunno. Nei viaggi, in casi particolari, sarà richiesta dalla scuola la presenza di familiari o di altro personale. Norme di dettaglio potranno essere adottate con regolamento specifico.

A conclusione del viaggio/visita guidata, gli accompagnatori redigeranno dettagliata relazione sull’andamento dell’attività e sulla rispondenza del servizio della ditta agli impegni contrattuali.

 TITOLO 7

  ORGANI COLLEGIALI

Articolo 31- Convocazione

  1. L’iniziativa della convocazione di un Organo Collegiale è esercitata dal Presidente dell’Organo Collegiale stesso o da un terzo dei suoi componenti, nonché, se trattasi di Consiglio d’Istituto, dalla Giunta Esecutiva.
  2. L’atto di convocazione, emanato dal Presidente, è disposto con almeno cinque giorni d’anticipo rispetto alla data prevista per la seduta e con anticipo di almeno ventiquattro ore nel caso di riunioni d’urgenza. In tale ultimo caso la convocazione potrà essere fatta col mezzo più rapido.
  3. La convocazione deve indicare gli argomenti da trattare, il giorno, l’ora, il luogo della riunione e deve essere affissa all’albo.
  4. Le riunioni devono avvenire in ore non coincidenti con l’orario delle lezioni.

Articolo 32- Validità sedute

  1. La seduta si apre all’ora indicata nell’avviso di convocazione e diventa valida a tutti gli effetti con la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica.
  2. Nel numero dei componenti in carica non vanno computati i membri decaduti dalla carica e non ancora sostituiti.
  3. Il numero legale deve sussistere non solo al principio della seduta, ma anche al momento delle votazioni.
  4. Trascorsi quindici minuti e non oltre mezz’ora dall’ora indicata nell’avviso di convocazione senza che siano intervenuti i consiglieri nella maggioranza stabilita, il Presidente, o chi lo sostituisce, dichiara che la seduta non ha luogo e fa redigere il verbale di impossibilità a tenere l’adunanza.

Qualora la maggioranza venga a mancare durante lo svolgimento della seduta, i lavori dell’Organo Collegiale sono interrotti; se viene a mancare definitivamente la seduta è tolta.

 

Articolo 33 – Discussione Ordine del Giorno

  1. Il Presidente individua tra i membri dell’Organo Collegiale il segretario della seduta, fatta eccezione per i casi in cui il segretario è individuato per legge.
  2. È compito del Presidente porre in discussione tutti gli argomenti all’Ordine del Giorno nella successione in cui compaiono nell’avviso di convocazione.
  3. Gli argomenti indicati nell’Ordine del Giorno sono tassativi. Se l’Organo Collegiale è presente in tutti i suoi componenti, si possono aggiungere altri argomenti con il voto favorevole di tutti i presenti.

Articolo 34 – Mozione d’ordine

  1. Prima della discussione di un argomento all’Ordine del Giorno, ogni membro presente alla seduta può presentare una mozione d’ordine per il non svolgimento della predetta discussione (“questione pregiudiziale”) oppure perché la discussione dell’argomento stesso sia rinviata (“questione sospensiva”). La questione sospensiva può essere posta anche durante la discussione.
  2. Sulla mozione d’ordine possono parlare un membro a favore ed uno contro.
  3. Sull’accoglimento della mozione si pronuncia l’Organo Collegiale a maggioranza con votazione palese.
  4. L’accoglimento della mozione d’ordine determina la sospensione immediata della discussione dell’argomento all’Ordine del Giorno al quale si riferisce.

Articolo 35 – Diritto di intervento

  1. Tutti i membri dell’Organo Collegiale, avuta la parola dal Presidente, hanno diritto di intervenire, per il tempo strettamente necessario, sugli argomenti in discussione.
  2. Il Presidente ha la facoltà di replicare agli oratori, quando sia posto in discussione il suo operato quale Presidente e quando si contravvenga alle norme del presente Regolamento.

Articolo 36 – Dichiarazione di voto

  1. Dopo che il Presidente ha dichiarato chiusa la discussione, possono aver luogo le dichiarazioni di voto, con le quali i votanti possono, brevemente, esporre i motivi per i quali voteranno a favore o contro il deliberando o i motivi per i quali si asterranno dal voto. La dichiarazione di voto deve essere riportata nel verbale della seduta.
  2. Le votazioni sono indette dal Presidente ed al momento delle stesse nessuno può più avere la parola, neppure per proporre mozioni d’ordine.

Articolo 37 – Votazioni

  1. Le votazioni si effettuano in modo palese per alzata di mano ovvero per appello nominale ad alta voce, quando lo richiedono il Presidente o uno dei componenti.
  2. Si svolgono a scrutinio segreto, mediante il sistema delle schede segrete, solo le votazioni concernenti persone determinate o determinabili.
  3. La votazione non può validamente avere luogo, se i componenti non si trovano in numero legale.
  4. I componenti che dichiarano di astenersi dal votare si computano nel numero necessario a rendere legale l’adunanza, ma non nel numero dei votanti.
  5. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente. In caso di parità, ma solo per le votazioni palesi, prevale il voto del Presidente.
  6. La votazione, una volta chiusa, non può essere riaperta per il sopraggiungere di altri membri e non può nemmeno essere ripetuta, a meno che non si riscontri che il numero dei voti espressi è diverso da quello dei votanti.
  7. Nel caso di approvazione di un provvedimento per parti con votazioni separate si procederà infine ad una votazione conclusiva sul provvedimento stesso nella sua globalità.

Articolo 38 – Processo verbale

  1. Nella prima parte del verbale si dà conto della legalità dell’adunanza (data, ora e luogo della riunione, chi presiede, chi svolge la funzione di segretario, l’avvenuta verifica del numero legale dei presenti, i nomi con relativa qualifica dei presenti e degli assenti, questi ultimi se giustificati o no, l’Ordine del Giorno).
  2. Per ogni punto all’Ordine del Giorno si indicano molto sinteticamente le considerazioni emerse durante il dibattito, quindi si dà conto dell’esito della votazione (numero dei presenti, numero dei votanti, numero dei voti favorevoli, contrari, astenuti e nulli). Nel verbale sono annotate anche le eventuali dichiarazioni di voto e il tipo di votazione seguito.
  3. I verbali delle sedute degli Organi Collegiali sono raccolti su appositi registri a pagine numerate, timbrate e firmate dal Dirigente Scolastico per vidimazione. I verbali sono numerati progressivamente nell’ambito dello stesso anno scolastico.
  4. I verbali delle sedute degli Organi Collegiali possono:
  • essere redatti direttamente sul registro;
  • se prodotti con programmi informatici, essere incollati sulle pagine del registro e quindi timbrati in ogni pagina;
  • se prodotti con programmi informatici, essere rilegati per formare un registro le cui pagine dovranno essere timbrate e vidimate dal Dirigente Scolastico.

Copia del processo verbale viene inviata ad ogni singolo membro dell’Organo Collegiale con la convocazione della seduta successiva. Il processo verbale viene letto ed approvato al termine della seduta. Ove ciò non fosse possibile per ragioni di tempo si approverà prima dell’inizio della seduta immediatamente successiva.

Articolo 39 – Decadenza dal consiglio d’Istituto

  1. I membri del Consiglio d’istituto sono dichiarati decaduti quando perdono i requisiti per l’eleggibilità o non intervengono per tre sedute successive senza giustificati motivi.
  2. Spetta all’Organo Collegiale vagliare le giustificazioni addotte dagli interessati.

Articolo 40- Dimissioni dal Consiglio d’Istituto

  1. I componenti eletti del Consiglio d’istituto possono dimettersi in qualsiasi momento. Le dimissioni sono date per iscritto. È ammessa la forma orale solo quando le dimissioni vengono date dinanzi all’Organo Collegiale.
  2. L’Organo Collegiale può invitare il dimissionario a recedere dal suo proposito o prendere atto delle dimissioni. Una volta che l’Organo Collegiale abbia preso atto delle dimissioni, queste divengono definitive ed irrevocabili. Il membro dimissionario, fino al momento della presa d’atto delle dimissioni, fa parte a pieno titolo dell’Organo Collegiale e, quindi, va computato nel numero dei componenti l’Organo Collegiale medesimo.

Articolo 41 – Surroga di membri cessati nel Consiglio d’Istituto

  1. Per la sostituzione dei membri elettivi, nel Consiglio d’Istituto, venuti a cessare per qualsiasi causa, si procede secondo il disposto dell’art. 22 del D.P.R. 416/74.
  2. Le eventuali elezioni suppletive si effettueranno, di norma, nello stesso giorno in cui si tengono quelle per il rinnovo degli organi di durata annuale e, comunque, entro il primo trimestre di ogni anno scolastico.
  3. I membri subentranti cessano anch’essi dalla carica allo scadere del periodo di durata dell’Organo Collegiale.

Articolo 42 – Norme di funzionamento del Consiglio d’istituto

  1. La prima convocazione del Consiglio d’Istituto, immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri risultati eletti, è disposta dal Dirigente Scolastico.
  2. Nella prima seduta, il Consiglio d’Istituto è presieduto dal Dirigente Scolastico ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri del Consiglio stesso, il proprio Presidente. L’elezione ha luogo a scrutinio segreto. Sono candidati tutti i genitori membri del Consiglio d’Istituto. È considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti rapportata al numero dei componenti del Consiglio d’Istituto.
  3. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano presenti la metà più uno dei componenti in carica. In caso di parità si ripete la votazione finché non si determini una maggioranza relativa (D.M. 26 luglio 1983).
  4. Il Consiglio d’Istituto può deliberare di eleggere anche un Vice Presidente, da votarsi fra i genitori componenti il Consiglio stesso con le stesse modalità previste per l’elezione del Presidente. In caso di impedimento o di assenza del Presidente ne assume le funzioni il Vice Presidente o, in mancanza anche di questi, il consigliere più anziano di età.
  5. Il Consiglio d’Istituto è convocato dal Presidente con le modalità stabilite dal precedente art. 29.
  6. Il Presidente del Consiglio d’Istituto è tenuto a disporre la convocazione del Consiglio su richiesta del Presidente della Giunta Esecutiva.
  7. L’Ordine del Giorno è formulato dal Presidente del Consiglio d’Istituto su proposta del Presidente della Giunta Esecutiva.
  8. A conclusione di ogni seduta del Consiglio d’Istituto, i singoli consiglieri possono indicare argomenti da inserire nell’Ordine del Giorno della riunione successiva.
  9. Il Consiglio d’Istituto può invitare esperti con funzione consultiva a partecipare ai propri lavori; può inoltre costituire commissioni.
  10. Il Consiglio d’Istituto, al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio.
  11. Delle commissioni nominate dal Consiglio d’Istituto possono far parte i membri del Consiglio stesso, altri rappresentanti delle varie componenti scolastiche ed eventuali esperti esterni alla scuola.
  12. Le commissioni possono avere potere deliberante nei limiti stabiliti dal Consiglio d’Istituto; svolgono la propria attività secondo le direttive e le modalità stabilite dall’Organo stesso. Ad esso sono tenute a riferire, per il tramite del loro coordinatore, in merito al lavoro svolto ed alle conclusioni cui sono pervenute, nel termine di tempo fissato preventivamente. Delle sedute di commissione viene redatto sintetico processo verbale.
  13. Le sedute del Consiglio d’Istituto, ad eccezione di quelle nelle quali si discutono argomenti riguardanti singole persone, sono pubbliche. Possono assistere, compatibilmente con l’idoneità del locale ove si svolgono, gli elettori delle componenti rappresentate e tutti gli altri previsti per legge.
  14. La pubblicità degli atti del Consiglio d’Istituto avviene mediante affissione in apposito albo dell’Istituto, della copia integrale, sottoscritta dal Segretario del Consiglio, del testo delle deliberazioni adottate dal Consiglio.
  15. L’affissione all’albo avviene entro il termine massimo di otto giorni dalla relativa seduta del Consiglio. La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo non inferiore a 10 giorni.
  16. I verbali e tutti gli atti preparatori delle sedute sono depositati nell’ufficio di segreteria dell’Istituto e sono consultabili da chiunque ne abbia titolo su richiesta da esaudire entro due giorni dalla presentazione. Tale richiesta, indirizzata al Dirigente Scolastico, è orale per docenti, personale A.T.A. e genitori; è, invece, scritta e motivata in tutti gli altri casi.
  17. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell’interessato.
  18. Il consigliere assente per tre volte consecutive sarà invitato dalla Presidenza a presentare per iscritto le giustificazioni dell’assenza.
  19. Ove risultasse assente alla successiva seduta, sarà dichiarato decaduto dal Consiglio d’Istituto con votazione a maggioranza relativa. Le giustificazioni presentate saranno esaminate dal Consiglio: ove le assenze siano ritenute ingiustificate dalla maggioranza assoluta del Consiglio, il consigliere decade dalla carica. Ogni consigliere giustifica le sue assenze, attraverso la Segreteria della scuola, al Presidente del Consiglio d’Istituto.
  20. Nel corso dello svolgimento dei lavori del Consiglio il Presidente può dare comunicazioni se esse non conducono ad alcuna deliberazione. Per l’esercizio delle sue funzioni si avvale degli uffici di segreteria della scuola.

Il Consiglio di Istituto ha sempre agito in sintonia con la Dirigenza e gli altri organi collegiali. Si precisa che nel corso degli anni, il Consiglio di istituto, tramite il suo Presidente, ha sostenuto le attività della scuola nello spirito di dialogo, collaborazione, condivisione degli obiettivi di servizio per e con il territorio.

 

Articolo 43 – Norme di funzionamento della Giunta Esecutiva

  1. Il Consiglio d’Istituto nella prima seduta, dopo l’elezione del Presidente, che assume immediatamente le sue funzioni, elegge nel suo seno una Giunta Esecutiva composta da un docente, un componente degli A.T.A., due genitori, secondo modalità stabilite dal Consiglio stesso e con voto segreto.
  2. Della Giunta Esecutiva fanno parte di diritto il Dirigente Scolastico, che la presiede ed ha la rappresentanza dell’Istituto, ed il DSGA, che svolge anche la funzione di segretario della Giunta stessa.
  3. La Giunta Esecutiva prepara i lavori del Consiglio d’Istituto, predisponendo tutto il materiale necessario ad una corretta informazione dei consiglieri almeno cinque giorni prima della seduta del Consiglio:
  • predispone il bilancio preventivo ed il conto consuntivo
  • predispone, su ciascun argomento che ritiene rilevante, il testo dei documenti contenenti le proposte di deliberazione e gli eventuali documenti illustrativi che verranno inviati unitamente alla lettera di convocazione dei consiglieri, al fine di garantire la massima informazione sull’argomento da trattare nella seduta del consiglio che si terrà

 

Articolo 44 – Norme di funzionamento del Collegio dei Docenti

  1. Il Collegio dei Docenti si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano Annuale delle attività, concordato ed approvato prima dell’inizio delle lezioni.
  2. Le riunioni sono convocate dal Dirigente Scolastico in seduta ordinaria secondo calendario, in seduta straordinaria ogni qualvolta il Dirigente Scolastico ne ravvisi la necessità o quando almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta.
  3. Il Collegio dei Docenti, al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio e può articolarsi in Dipartimenti.
  4. Delle commissioni nominate dal Collegio dei Docenti fanno parte i membri del Collegio stesso, che liberamente danno la propria disponibilità. Le commissioni individuano un referente, con compiti di coordinamento. Le commissioni possono avanzare proposte relativamente all’oggetto per il quale sono state nominate.

 

Articolo 45 – Norme di funzionamento del Comitato per la Valutazione del Servizio dei docenti

Le norme di funzionamento del comitato di valutazione tengono conto delle modifiche apportate dalla L.107/2015 all’art. 11 del D.Lgs. 297/94.

L’articolo 11 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nella L. 107/2015 è stato sostituito dal c. 129, art. 1come di seguito riportato:

«Presso ogni istituzione scolastica ed educativa è istituito, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il comitato per la valutazione dei docenti.

  1. Il comitato ha durata di tre anni scolastici, è presieduto dal dirigente scolastico ed è costituito dai seguenti componenti:
  2. a) tre docenti dell’istituzione scolastica, di cui due scelti dal collegio dei docenti e uno dal consiglio di istituto;
  3. b) due rappresentanti dei genitori, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione; un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori, per il secondo ciclo di istruzione, scelti dal consiglio di istituto;
  4. c) un componente esterno individuato dall’Ufficio scolastico regionale tra docenti, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici.
  5. Il comitato individua i criteri per la valorizzazione del merito dei docenti sulla base:
  6. a) della qualità dell’insegnamento e del contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti;
  7. b) dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell’innovazione didattica e metodologica, nonché della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche;
  8. c) delle responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale.
  9. Il comitato esprime altresì il proprio parere sul superamento del periodo di formazione e di prova per il personale docente ed educativo. A tal fine il Comitato è composto dal dirigente scolastico, che lo presiede, dai docenti di cui al comma 2, lettera a) ed è integrato dal docente a cui sono affidate le funzioni di tutor.
  10. Il comitato valuta il servizio di cui all’articolo 448 su richiesta dell’interessato, previa relazione del dirigente scolastico; nel caso di valutazione del servizio di un docente componente del comitato, ai lavori non partecipa l’interessato e il consiglio di istituto provvede all’individuazione di un sostituto. Il comitato esercita altresì le competenze per la riabilitazione del personale docente, di cui all’articolo 501». (L.107/2015)

 

Articolo 46 – Norme di funzionamento dei Consigli di Classe, Interclasse, Intersezione

  1. Il Consiglio di Classe è presieduto dal Dirigente Scolastico o da un docente, suo delegato, membro del Consiglio ed è convocato, a seconda delle materie sulle quali deve deliberare, con la presenza di tutte le componenti ovvero con la sola presenza dei docenti.
  2. Il Consiglio di Classe si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il Piano Annuale delle attività concordato ed approvato prima dell’inizio delle lezioni.

 

Articolo 47- Norme di funzionamento dell’Organo di Garanzia

 

Si rimanda all’Articolo n°29 del presente regolamento (come da delibera n.13 del verbale del Consiglio di Istituto del 12 settembre 2016).

 

 

 

 

 

TITOLO 8

 GESTIONE DELLE RISORSE

Articolo 48 – Uso dei laboratori e delle aule speciali

  1. I laboratori e le aule speciali sono assegnati dal Dirigente Scolastico all’inizio di ogni anno alla responsabilità di un docente che svolge funzioni di sub consegnatario ed ha il compito di curare l’elenco del materiale disponibile, tenere i registri del laboratorio, curare il calendario d’accesso allo stesso, proporre interventi di manutenzione, ripristino, sostituzione di attrezzature, ecc…
  2. Il responsabile di laboratorio concorda con i docenti interessati i tempi di utilizzo da parte delle classi e con il Dirigente Scolastico le modalità ed i criteri per l’utilizzo del laboratorio in attività extrascolastiche.
  3. In caso di danni, manomissioni, furti alle attrezzature o ai locali il responsabile del laboratorio o il docente di turno, sono tenuti ad interrompere le attività se le condizioni di sicurezza lo richiedono e a segnalare la situazione tempestivamente in Presidenza per l’immediato ripristino delle condizioni di efficienza e al fine di individuare eventuali responsabili.
  4. L’orario di utilizzo dei laboratori e aule speciali sarà pubblicato a cura dei responsabili.
  5. Le responsabilità inerenti l’uso dei laboratori e delle aule speciali, sia per quanto riguarda la fase di preparazione delle attività sia per quella di realizzazione delle stesse con gli allievi, competono all’insegnante nei limiti della sua funzione di sorveglianza ed assistenza agli alunni.
  6. I laboratori e le aule speciali devono essere lasciate in perfetto ordine. Al fine di un sicuro controllo del materiale, l’insegnante prenderà nota della postazione e degli strumenti assegnati allo studente o al gruppo di studenti.
  7. L’insegnante avrà cura, all’inizio ed alla fine di ogni lezione, di verificare l’integrità di ogni singola postazione e di ogni singolo strumento utilizzato. L’insegnante, qualora alla fine della lezione dovesse rilevare danni che non erano presenti all’inizio, è tenuto a darne tempestiva comunicazione al responsabile di pertinenza.
  8. Ai sensi della vigente normativa, il Dirigente scolastico può concedere a terzi l’uso dei locali e delle attrezzature della scuola su delibera del Consiglio d’istituto. Per le società sportive dalle quali pervengono grandi richieste per l’uso della palestra il Consiglio d’Istituto delibera i criteri ed il Dirigente scolastico organizza tempi e modi di fruizione degli spazi.

Criteri per l’utilizzo dei locali e/o degli strumenti da parte di terzi:

  • mancanza di fini di lucro
  • coerenza con gli obiettivi generali della scuola
  • affidabilità dell’ente o dell’associazione
  • pregresse esperienze positive
  • ricadute sulla nostra utenza sia diretta sia indiretta

L’utilizzo esterno della strumentazione tecnica in dotazione alla scuola è autorizzato dal Dirigente Scolastico; va segnalato nell’apposito registro, ove verranno riportati tutti i dati richiesti a cura del responsabile. Alla riconsegna dell’attrezzatura, l’incaricato provvederà alla rapida verifica di funzionalità degli strumenti, prima di deporli. Si riporterà inoltre sull’apposito registro la data dell’avvenuta riconsegna e le eventuali segnalazioni di danno.

Il dirigente Scolastico è autorizzato a prendere accordi e a firmare eventuale convenzione con enti, istituzioni, associazioni, con la previsione delle modalità di sorveglianza e pulizia locali che possono comportare onere per l’ente o l’associazione coinvolta.

Nella convenzione verranno specificate:

  • custodia del bene
  • utilizzazione e destinazione del bene
  • esenzione dalle spese per la scuola per l’utilizzo del bene
  • dichiarazione dell’ente fruitore di stipula polizza per la responsabilità civile con un istituto assicurativo

Nella convenzione, infine , dovrà essere espressamente dichiarato che la concessione è temporanea e potrà essere revocata in qualsiasi momento, ad insindacabile giudizio del Dirigente Scolastico o del Consiglio d’Istituto, se dovesse venire a mancare una delle condizioni che avevano permesso la concessione d’uso o se dovessero sopraggiungere nuove necessità di utilizzo dei locali concessi per attività o progetti gestiti direttamente dall’istituzione Scolastica.

 

Articolo 49 – Sussidi didattici

  1. I docenti, i non docenti, gli alunni sono tenuti a curare il buon uso, la conservazione e la piena efficienza dei sussidi.

 

Articolo 50 – Distribuzione materiale informativo e pubblicitario

  1. Nessun tipo di materiale informativo o pubblicitario potrà essere distribuito nelle classi e nell’area scolastica, senza la preventiva autorizzazione del Dirigente Scolastico.
  2. È garantita la possibilità di scambio e di circolazione di ogni tipo di materiale utilizzabile nel lavoro scolastico (giornali, ecc.) e di quello frutto del lavoro della scuola stessa e delle classi (giornalino, mostre, ricerche).
  3. È garantita la possibilità di informazione ai genitori da parte di enti, associazioni culturali, ecc.
  4. La scuola non consentirà la circolazione di informazione pubblicitaria a scopo economico e speculativo.
  5. Il Dirigente Scolastico disciplinerà la circolazione del materiale.
  6. Per gli alunni si prevede di:
  • distribuire tutto il materiale che riguarda il funzionamento e l’organizzazione della scuola;
  • autorizzare la distribuzione del materiale relativo alle attività sul territorio a livello comunale e comprensoriale, inviato da enti istituzionali;
  • autorizzare la distribuzione di materiale che si riferisca ad iniziative od attività sul territorio, gestite da enti, società, associazioni private che abbiano stipulato accordi di collaborazione con l’Istituto, purché l’iniziativa non persegua fini di lucro.

 

TITOLO 9

PREVENZIONE E SICUREZZA

La scuola è un luogo di lavoro dove si svolgono attività di vario tipo, che coinvolgono il personale e l’utenza con ruoli diversi. Pertanto, essa è regolamentata dalle norme previste dal TESTO UNICO IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO (Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n.81) . A tali norme debbono adeguarsi i comportamenti sia individuali che collettivi sotto elencati.

 

Articolo 51 – Accesso di estranei ai locali scolastici

  1. Qualora i docenti ritengano utile invitare in classe altre persone in funzione di “esperti” a supporto dell’attività didattica, chiederanno, di volta in volta, l’autorizzazione al Dirigente Scolastico, che la concederà solo se l’intervento è stato previsto nella programmazione. Gli “esperti” permarranno nei locali scolastici per il tempo strettamente necessario all’espletamento delle loro funzioni. In ogni caso la completa responsabilità didattica e di vigilanza della classe resta del docente.
  2. Nessun’altra persona estranea e comunque non fornita di autorizzazione rilasciata dal Dirigente Scolastico o suo delegato può entrare nell’area dell’edificio scolastico dove si svolgono le attività didattiche.
  3. Dopo l’entrata degli alunni verranno chiuse le porte d’accesso esclusa quella in cui presta servizio di vigilanza il collaboratore scolastico addetto.
  4. Chiunque ha la possibilità di consultare l’albo d’Istituto per la consultazione degli atti esposti; può accedere all’Ufficio di Presidenza e di segreteria durante l’orario di apertura dei medesimi.
  5. I tecnici che operano alle dipendenze delle Amministrazioni Comunali possono accedere ai locali scolastici per l’espletamento delle loro funzioni previa comunicazione al Dirigente Scolastico o al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.
  6. I rappresentanti e gli agenti di commercio, qualora dovessero recarsi nei plessi, dovranno qualificarsi esibendo il tesserino di riconoscimento.
  7. La presenza di esperti viene annotata di volta in volta su apposito registro e controfirmata dagli stessi.

 

Articolo 52 – Circolazione di mezzi all’interno dell’area scolastica

  1. È consentito l’accesso con la macchina nello spazio interno dei plessi scolastici ai genitori o chi ne fa le veci di alunni portatori di handicap per un ingresso e una uscita più agevoli e lontani dal flusso degli altri alunni.
  2. I mezzi devono procedere a passo d’uomo e con prudenza allorché transitano su aree interne di pertinenza della scuola.
  3. I veicoli degli operatori che devono effettuare interventi di manutenzione nella struttura scolastica ed i veicoli per la mensa sono autorizzati ad entrare nelle aree procedendo a passo d’uomo e con prudenza.

 

Articolo 53 – Rischio ed emergenza

  1. Tra il personale interno devono essere individuato gli Addetti al Servizio di Prevenzione Protezione dell’Istituto con il compito di:
  • individuare situazioni di possibile rischio/pericolo sia all’interno dell’edificio sia nell’area di pertinenza/utilizzo e segnalarle al Dirigente Scolastico;
  • collaborare alla stesura del Documento Valutazione Rischi;
  • predisporre ed affiggere all’albo il piano per l’uscita in caso di emergenza ed attuare/verificare tutti gli adempimenti ad esso collegati;
  • collocare vicino al telefono i numeri telefonici per il pronto intervento;
  • verificare che i dispositivi antincendio siano soggetti ai previsti controlli;
  • curare che le uscite di emergenza siano sempre sgombre e funzionanti.

Eventuali chiavi, pur collocate in modo non accessibile agli alunni, devono essere di presa immediata;

  • accertarsi che materiali/sistemi necessari per le uscite di emergenza siano sempre a disposizione degli addetti;
  • coordinare annualmente due esercitazioni di simulata uscita in emergenza (di norma, all’inizio dell’anno scolastico e in primavera);
  • tenere i necessari contatti con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Istituto.

 

Articolo 54 – Obblighi dei lavoratori

  1. Tutto il personale deve operare con riguardo alla tutela della propria sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni. Ogni lavoratore deve:
  • osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dai preposti;
  • utilizzare correttamente i materiali, le apparecchiature, gli utensili, le attrezzature e gli eventuali dispositivi di sicurezza;
  • segnalare ai preposti eventuali deficienze nelle attrezzature/apparecchiature e ogni condizione di pericolo di cui venga a conoscenza;
  • adoperarsi in caso di urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità, per eliminare o ridurre la situazione di pericolo, dandone tempestiva informazione ai preposti e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
  • non rimuovere o modificare senza autorizzazione dispositivi di sicurezza o segnaletici;
  • non compiere di propria iniziativa atti o operazioni di non competenza che possano compromettere la propria o l’altrui sicurezza;
  • contribuire, insieme al datore di lavoro e ai preposti, all’adempimento di tutti gli obblighi imposti dall’autorità competente o comunque necessari per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori durante il lavoro.

 

Articolo 55 – Sicurezza degli alunni

  1. La sicurezza fisica degli alunni è la priorità assoluta.

Gli insegnanti devono vigilare e prestare la massima attenzione in ogni momento della giornata scolastica e durante ogni tipo di attività (didattica, ludica, accoglienza, refezione, ecc.), perché venga previsto ed eliminato ogni possibile rischio.

In particolare devono:

  • rispettare rigorosamente l’orario di assunzione del servizio;
  • controllare scrupolosamente la classe/sezione sia negli spazi chiusi sia in quelli aperti;
  • stare fisicamente vicino agli alunni, perché la vigilanza sia effettiva;
  • applicare le modalità di plesso per accoglienza/uscita/gestione delle pause nella didattica/cambio docenti;
  • programmare/condurre le attività in modo che sia effettivamente possibile un reale controllo ed un tempestivo intervento;
  • valutare la compatibilità delle attività che si propongono con tempi/spazi/ambiente;
  • porre attenzione alla disposizione degli arredi e all’idoneità degli attrezzi;
  • non consentire l’uso di palle/palloni in vicinanza di vetri/lampioni o in altre situazioni a rischio;
  • porre attenzione a strumenti/materiali (sassi, legni, liquidi…) che possono rendere pericolose attività che di per sé non presentano rischi particolari;
  • in particolare nella scuola dell’infanzia, evitare da parte dei bambini l’uso di oggetti appuntiti; evitare l’uso di oggetti, giochi, parti di giochi troppo piccoli, facili da mettere in bocca e di oggetti fragili o facili alla rottura;
  • richiedere agli alunni l’assoluto rispetto delle regole di comportamento.
  1. Il personale collaboratore, oltre a quanto previsto nelle altre parti del presente regolamento, in relazione alla sicurezza deve:
  • svolgere mansioni di sorveglianza degli alunni in occasione di momentanea assenza degli insegnanti;
  • tenere chiuse e controllate le uscite;
  • controllare la stabilità degli arredi;
  • tenere chiuso l’armadietto del primo soccorso;
  • custodire i materiali per la pulizia in spazio chiuso, con le chiavi collocate in luogo non accessibile agli alunni;
  • pulire e disinfettare scrupolosamente i servizi igienici;
  • tenere asciutti i pavimenti.

 

Articolo 56 – Somministrazione di farmaci

  1. Nell’ambiente scolastico devono essere disponibili solo i parafarmaci per le eventuali medicazioni di pronto soccorso.
  2. Per casi particolari relativi a motivi terapeutici di assoluta necessità, che richiedano da parte degli alunni l’assunzione di farmaci durante l’orario di frequenza, i genitori devono consegnare agli insegnanti:
  • dichiarazione del medico curante che l’assunzione del farmaco è assolutamente necessaria negli orari richiesti, con chiara indicazione, da parte del medico stesso, della posologia, delle modalità di somministrazione e di qualunque altra informazione e/o procedura utile o necessaria.
  • richiesta scritta per la somministrazione, firmata da entrambi i genitori o da chi esercita la potestà genitoriale, con esonero di responsabilità riferita alla Scuola e agli insegnanti.

 

 

Articolo 57 – Introduzione di alimenti a scuola

  1. Per tutelare la salute degli alunni e non interrompere il normale svolgimento dell’attività didattica, non è consentito festeggiare a scuola onomastici e compleanni.

È compito degli insegnanti tutti, e in particolari dei responsabili dei plessi, far presente ad alunni e famiglie che tali comportamenti non sono autorizzati nella scuola, in quanto vanno in contrasto con l’eventuale presenza di alunni allergici, intolleranti ad alcuni alimenti nonché alle norme sui controlli igienici che sono sottese all’uso di alimenti nella scuola.

È vietato che estranei entrino nella scuola per consegnare alimenti, disturbando e interrompendo l’attività didattica. (disposizioni attualmente vigenti)

 

Articolo 58 – Divieto di fumo

  1. È assolutamente vietato fumare in ogni spazio all’interno degli edifici scolastici.

 

Articolo 59 – Uso del telefono

  1. L’uso del telefono è riservato a necessità relative al servizio. Le telefonate devono essere rapide e concise per non occupare la linea oltre il tempo strettamente necessario e quindi interferire con eventuali altre comunicazioni urgenti.
  2. L’uso del telefono della scuola è consentito agli studenti solo per comunicare eventuali stati di malessere alla famiglia.
  3. L’utilizzo del telefono cellulare durante le ore di attività didattica da parte del personale docente e non docente non può essere consentito in quanto si traduce in una mancanza di rispetto nei confronti degli alunni e reca un obiettivo elemento di disturbo al corretto svolgimento dei propri compiti.
  4. È vietato a tutti gli studenti l’uso dei telefoni cellulari all’interno dell’Istituto.

Il Divieto è così regolamentato:

  1. Durante le attività didattiche e in tutti i locali della scuola è vietato utilizzare il telefono cellulare e altri dispositivi elettronici e di intrattenimento (Tablet, smartphone, Mp3/4, fotocamera, videocamera ecc.) Per situazioni particolari l’utilizzo è ammesso previa richiesta formale al docente presente in classe e sua esplicita autorizzazione.
  2. Gli studenti che hanno con sé i predetti dispositivi devono tenerli spenti, opportunamente custoditi ( la scuola non risponde di eventuali perdite o danneggiamenti) e depositati nei borsoni, zaini, giacconi. In nessun caso possono essere tenuti sopra il banco.
  3. Durante le verifiche scritte il docente può ritirare preventivamente, e restituire al termine delle stesse, i cellulari e gli altri dispositivi. Nel caso in cui lo studente sia sorpreso ad utilizzare il cellulare o un qualsiasi altro dispositivo durante una verifica, la stessa sarà ritirata e valutata a discrezione del docente.

 

 

TITOLO 10

Art. 60

Validità dell’anno scolastico per la valutazione degli alunni nella scuola primaria (art. 11, c. 1 del D.P.R. 59/04 e art. 14 del D.P.R. 122/09) e secondaria di primo grado (artt. 2 e 14 D.P.R. 122/2009)

Come da normativa vigente, “….ai fini della validità dell’anno scolastico, per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato” .

Si ricorda, altresì, che l’ingresso a scuola per la scuola primaria è alle ore 8,15, per la scuola sec. di primo grado è alle ore 08.30 e che tutte le entrate posticipate e le uscite anticipate rientrano nel computo delle assenze.

 

SCUOLA PRIMARIA

  • considerato che non si procede a calcolo delle ore, ma a computo dei giorni,
  • tenuto presente che l’anno scolastico ha almeno 200 giorni di lezione,
  • considerato che l’anno scolastico è valido se gli alunni avranno frequentato per almeno ¾,

il n. max di giorni di assenza è fissato a 50.

Si precisa che un gruppo di 5 ore di entrata in ritardo/uscita in anticipo sarà computato come un giorno di assenza.

 

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

Orario settimanale previsto per le classi a tempo normale (29 h.+ 1h. di approfondimento)

  • Monte ore annuo minimo utile alla validità dell’a.s.:30×33=990; ¾ x 990h = 742,5h = 743h. (247 h. max assenze)

Orario settimanale previsto per gli alunni che studiano lo strumento musicale (29 h.+ 1h. di approfondimento + 2 h. di strumento musicale).

  • Monte ore annuo minimo utile alla validità dell’a.s.: 32×33= 1056;¾ x 1056 = 792 h.

(264 h. max assenze).

Si precisa che per gli alunni che non si avvalgono dell’insegnamento della IRC (Religione Cattolica) e non seguono attività didattichealternative, devono essere sottratte 33 ore dal monte ore annuale e ricalcolato il limite massimo.

Il Collegio dei docenti, nella seduta del 25/09/2015, considerato che il D.P.R. 122/09 prevede la possibilità di deroga dal limite delle assenze, all’unanimità, ha deliberato il seguente regolamento sulle deroghe del limite delle assenze, non oltre il 10%.

 

REGOLAMENTO SULLE DEROGHE DEL LIMITE DELLE ASSENZE, non oltre il 10%:

art. 1 – Calcolo della percentuale di assenze

Tutte le assenze, incluse le entrate e le uscite fuori orario, vengono annotate dai docenti sul Registro di Classe e sul Registro personale e sono sommate a fine anno. L’esito deve collocarsi nel limite del 25%. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute ai sensi del succ. art.5, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato.

art. 1. – Orario annuale – Per “orario complessivo annuale delle lezioni” si intende un monte ore annuale pari al numero di ore di lezione settimanale di tutte le discipline, previsto dal piano di studi per la singola classe, moltiplicato per il numero di settimane di scuola che convenzionalmente viene fissato pari a 33 settimane. Ove fosse necessario un conteggio più accurato sarà preso in considerazione l’ “orario annuale personalizzato” di ogni studente considerando la situazione individuale (permessi, esoneri etc.).

art. 2 – Le ore di attività didattica extrascolastica (uscite didattiche, viaggi e visite di istruzione) non vanno conteggiate fra le assenze. Sul registro di classe e su quello personale (nelle pagine dedicate alla registrazione degli argomenti) verrà annotata la motivazione della mancata presenza

art. 3 – Sono computate come ore di assenza:

  • le entrate alla seconda ora di lezione;
  • le uscite anticipate;
  • l’astensione dalle lezioni in maniera singola o in massa;
  • la non frequenza in caso di mancata partecipazione alle uscite didattiche, a viaggi di istruzione, convegni ecc..

art.4 – programmi di apprendimento personalizzati

Per gli alunni che, in ospedale o luoghi di cura, seguono momenti formativi sulla base di appositi programmi di apprendimento personalizzati predisposti dalla scuola di appartenenza, tali periodi rientrano a pieno titolo nel tempo scuola (art. 11 DPR 22.06.2009).

art. 5 – assegnazione di Non Classificato allo scrutinio finale

  1. a) L’assegnazione di “NC” anche in una sola disciplina allo scrutinio finale implica la esclusione dal medesimo e l’automatica non ammissione.
  2. b) Ai sensi dell’art. 4 comma 5 del regolamento sulla valutazione (la valutazione finale degli apprendimenti e del comportamento dell’alunno è riferita a ciascun anno scolastico) prima di assegnare la valutazione di Non Classificato il C.d.c. valuta tutti gli elementi disponibili riferiti all’intero anno. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale del ciclo.

art. 6 – Tipologie di assenza ammesse alla deroga

La deroga è prevista, nel limite del 10% del tetto max consentito, per assenze debitamente documentate, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati.

Le tipologie di assenza ammesse alla deroga vengono di seguito riportate.

  1. a) Motivi di salute pari o superiori a 5 giorni (ricovero ospedaliero o cure domiciliari, in forma continuativa o ricorrente) e visite specialistiche ospedaliere e day hospital (anche riferite ad un giorno).
  2. b) Motivi personali e/o di famiglia (provvedimenti dell’autorità giudiziaria, attivazione di separazione dei genitori in coincidenza con l’assenza; gravi patologie e lutti dei componenti del nucleo famigliare entro il II grado, rientro nel paese d’origine per motivi legali, trasferimento della famiglia).
  3. c) Uscite anticipate:

1) per attività sportive debitamente richieste e certificate dall’Associazione Sportiva di appartenenza, purché riconosciuta dal C.O.N.I. (massimo il 20%);

  1. d) Ingressi posticipati e uscite anticipate autorizzati dalla scuola in via permanente.

Tutte le motivazioni devono essere preventivamente, o comunque tempestivamente, documentate.

Al di fuori delle suddette deroghe qualsiasi altra assenza (sia essa ingiustificata o giustificata) effettuata durante l’anno scolastico verrà conteggiata ai fini della esclusione o inclusione nello scrutinio finale.

art. 7- Procedura

Prima di procedere alla valutazione degli apprendimenti in sede di scrutinio finale, il consiglio di classe, tenendo conto della documentazione acquisita e dei criteri stabiliti dal Collegio dei docenti, procede all’esame delle singole situazioni degli studenti relativamente all’eventuale mancato raggiungimento del limite orario annuo personalizzato. Nei casi in cui venga accertato il mancato conseguimento del limite orario minimo dei ¾ di presenza alle lezioni, il consiglio di classe procede all’applicazione dei criteri di deroga e successivamente valuta se sussistono, comunque le condizioni per poter procedere alla valutazione dello studente. Di tale accertamento e dell’eventuale impossibilità di procedere alla valutazione per l’ammissione alla classe successiva o all’Esame di Stato sarà redatto apposito verbale da parte del Consiglio di classe, dandone contestuale comunicazione alle famiglie degli studenti.

art. 8 – Alunni diversamente abili

Per gli alunni portatori di disabilità, in considerazione della tipologia di H e del percorso formativo seguito, si potrà derogare da suddetto limite.

art. 9 – Alunni BES

Per gli alunni BES, in considerazione delle problematiche di cui sono portatori e del percorso formativo seguito, la deroga è fissata ad un max del 20%. (circolare n.84)

 

 

 

TITOLO 11

NORME GENERALI SUL FUNZIONAMENTO DELL’ISTITUTO

 

Articolo 61 Adesione ai progetti

Durante l’anno scolastico sono molteplici le proposte di adesione a progetti di varia natura, promossi sia dal Comune che dalla Regione, che da altri enti e da scuole.

Le comunicazioni che perverranno a scuola saranno portate a conoscenza degli OO.CC. che delibereranno l’eventuale adesione.

Per alcuni progetti di particolare rilevanza e complessità verrà nominato un docente responsabile con compiti di organizzazione e di coordinamento. Potranno anche esserci incarichi affidati da U.S.P. e U.S.R. che hanno positive ricadute sull’organizzazione e sull’immagine della scuola.

 

Articolo 62 Aggiornamento dei docenti

Ogni anno a scuola si promuoveranno corsi di formazione e di autoaggiornamento sia in regime di autogestione, sia in consorzio con altre scuole in base agli input normativi e alle indicazioni collegiali.

I corsi riguarderanno sia i docenti sia il personale amministrativo in relazione ai fondi disponibili.

 

Articolo 63 Criteri per la formazione delle classi e per le iscrizioni

Classi Prime

  1. Scuola dell’infanzia:

Premesso che :

  • quella dell’infanzia non è scuola dell’obbligo;
  • per l’ammissione è necessario che i bambini siano autonomi (controllo sfinterico);
  • le sezioni sono miste per favorire l’ampliamento dei rapporti interpersonali dei bambini e delle bambine di diverse età;
  • l’eterogeneità delle sezioni consente di allargare le esperienze e le opportunità di scambio, di confronto e di arricchimento anche mediante situazioni di aiuto reciproco e di apprendimento socializzato;

per la formazione delle sezioni della scuola dell’infanzia si applicheranno i seguenti criteri:

  • All’atto dell’iscrizione i genitori sceglieranno a quale dei due plessi iscrivere i propri bambini (plesso “Rodari” o plesso “Ex Villa”);
  • All’atto dell’iscrizione è facoltà dei genitori indicare eventuali sezioni di preferenza;
  • Le sezioni saranno formate tenendo presenti i principi di equieterogeneità e di equinumericità;
  • Compensazione fra il numero di alunni uscenti e alunni entranti fino al raggiungimento del numero legale di iscritti;
  • Equilibrato inserimento degli alunni stranieri;
  • Equilibrato inserimento di alunni disabili o con bisogni educativi speciali certificati o in particolari situazioni di disagio segnalate dai servizi sociali e/o dalle autorità locali;
  • Il numero massimo di alunni che possono essere accolti nelle sezioni dell’Infanzia è stabilito nel rispetto delle norme vigenti, tenendo conto della disponibilità effettiva degli spazi, nonché del numero delle sezioni autorizzate in organico di diritto nei diversi plessi.
  • Nel caso in cui le richieste d’iscrizione dovessero essere eccedenti il numero dei posti disponibili, sulla base della data di nascita verranno formulate tre liste distinte di attesa (A, B, C), cui si attingerà progressivamente partendo dalla lista A fino a suo esaurimento, seguita dalla B fino a suo esaurimento e a seguire dagli iscritti nella C.
LISTA A relativa agli alunni che compiono 3 anni entro il 31 dicembre ___ e iscritti entro il termine ultimo fissato dalla C.M.
LISTA B relativa agli alunni che compiono 3 anni entro il 31 dicembre ____ iscritti dal dal giorno successivo alla data di scadenza fissata dalla C.M. al 30.06._____
LISTA C relativa agli alunni che compiono 3 anni dopo il 31 dicembre ______.

 

Gli iscritti che compiono 3 anni entro o dopo il 31 dicembre ____ saranno accolti, man mano che compiono tre anni, solo in caso di disponibilità dei posti e assegnati dal Dirigente Scolastico alle sezioni sulla base dei seguenti criteri progressivamente elencati

  • Numero di alunni per sezione
  • presenza di alunni con bisogni educativi speciali
  • alunni con entrambi i genitori lavoratori (debitamente documentati)
  • frequenza già in atto di fratelli o sorelle frequentanti l’I.C. di San Giuseppe Jato
  • Eventuale situazione di problematicità documentata dell’alunno nuovo iscritto
  • Eventuale situazione di problematicità accertata e documentata della classe che dovrebbe accoglierlo.

– Si procede alle dimissioni d’ufficio qualora un bambino risulti assente per 30 gg. consecutivi senza che i genitori o gli esercenti la patria potestà abbiano comunicato per iscritto il motivo dell’assenza alle insegnanti di Sezione o all’Ufficio di Segreteria.

– Il provvedimento viene adottato dal Dirigente Scolastico con avviso trasmesso alla famiglia a seguito della verifica delle assenze.

– L’Ufficio di Segreteria, su segnalazione delle insegnanti di Sezione, avviserà i genitori dopo 15 gg. e dopo 25 gg. di assenza ingiustificata.

Per l’ammissione alla scuola dell’infanzia i bambini devono essere autonomi (controllo sfinterico).

 

  1. Scuola primaria

Per la formazioni delle classi prime della scuola primaria, si farà riferimento ai seguenti criteri:

  • All’atto dell’iscrizione i genitori sceglieranno a quale dei due plessi iscrivere i propri bambini (plesso “Mattarella” o plesso “Falcone”). Non saranno tenute in considerazione le richieste di assegnazione a insegnanti specifici;
  • Le classi saranno formate tenendo presenti i principi di equieterogeneità e di equinumericità;
  • Tutti gli alunni saranno sottoposti a sorteggio pubblico individuale;
  • Eventuali casi di “incompatibilità” o di conflitto con altri alunni saranno segnalati al dirigente scolastico dagli insegnanti del settore formativo di provenienza;
  1. C) Scuola secondaria di primo grado

Per la formazioni delle classi prime della scuola secondaria di primo grado, si farà riferimento ai seguenti criteri:

  • Tutti gli studenti saranno sottoposti a sorteggio pubblico individuale, tranne alunni L. 104/92 e BES certificati;
  • Le classi saranno formate tenendo presenti i principi di equieterogeneità e di equinumericità;
  • Per ogni fascia di livello si cercherà di tener conto delle richieste avanzate dai genitori di inserimento del figlio nel medesimo gruppo classe con un coetaneo dagli stessi indicato;
  • Qualora le richieste dovessero essere numericamente eccedenti, con conseguente sbilanciamento delle fasce di livello all’interno del gruppo-classe, si procederà al sorteggio individuale pubblico estraendo un numero di alunni pari alle eccedenze che saranno inseriti in un altro gruppo classe;
  • Non viene comunque escluso il cambio consensuale fra fasce del medesimo livello;
  • Un test attitudinale per tutti gli alunni della classe quinta scuola primaria li orienterà nella scelta dello studio dello strumento musicale;
  • Gli alunni che allo scrutinio finale siano stati dichiarati non ammessi alla classe successiva, fermi restando i principi di equieterogeneità ed equinumericità, saranno distribuiti nelle diverse sezioni dal dirigente scolastico, sentito il parere obbligatorio ma non vincolante dei docenti coordinatori del consiglio di classe, i quali evidenzieranno eventuali situazioni di incompatibilità o di conflitto con altri alunni della medesima sezione/classe;
  • Gli alunni che eventualmente abbiano fratelli maggiori, su richiesta dei genitori o degli esercenti la patria potestà, potranno essere inseriti nella medesima sezione del fratello;
  • Il dirigente scolastico potrà autorizzare eventuali cambi di sezione solo in presenza di cambio consensuale tra due alunni di pari livello, frequentanti le sezioni richieste.

Classi successive

Per la formazione delle classi successive si procederà in genere per scorrimento.

Nell’eventualità di una contrazione di classi intermedie, gli alunni del corso “ultimo” saranno ridistribuiti nelle classi, seguendo il criterio del sorteggio individuale e rispettando i principi di equieterogeneità ed equinumericità.

E’ facoltà del Dirigente scolastico, eventualmente avvalendosi della collaborazione di apposita commissione, e comunque nel rispetto dei generali criteri di etereogeneità sopra indicati, valutare ed eventualmente accogliere richieste dei genitori di specifica assegnazione a classi qualora validamente argomentate e giustificate.

 

Articolo 64 Criteri per l’assegnazione dei docenti alle classi

Nel rispetto delle disposizioni normative che riconoscono l’indiscussa prerogativa del Dirigente Scolastico di assegnazione dei docenti alle classi, in genere si terrà conto dei seguenti criteri generali:

1) principio di continuità;

2) anzianità si servizio.

 

Articolo 65 Uso dei locali per attività extrascolastiche

Ai sensi della vigente normativa, il Dirigente Scolastico può concedere a terzi l’uso dei locali e delle attrezzature della scuola su delibera del Consiglio d’Istituto. Per le società sportive dalle quali pervengono grandi richieste per l’uso della palestra il Consiglio d’istituto delibera i criteri ed il Dirigente Scolastico organizza tempi e modi di fruizione degli spazi.

Criteri per l’utilizzo dei locali da parte di terzi:

  • Mancanza di fini di lucro
  • Coerenza con gli obiettivi generali della scuola
  • Affidabilità dell’ente o associazione
  • Pregresse esperienze positive
  • Ricadute sulla nostra utenza sia diretta sia indiretta

Il Dirigente Scolastico è autorizzato dal Consiglio d’Istituto a prendere accordi e a firmare eventuale convenzione con enti, istituzioni, associazioni, con la previsione delle modalità di sorveglianza e pulizia locali che possono comportare onere per l’ente o l’associazione coinvolta.

Nella convenzione si specificherà che il beneficiario della convenzione assume la custodia del bene e risponde, a tutti gli effetti di legge, delle attività e delle destinazioni del bene stesso, tenendo nel contempo esente la scuola e l’ente proprietario dalle spese connesse all’utilizzo.

Il beneficiario della convenzione dovrà, inoltre, dichiarare che stipulerà una polizza per la responsabilità civile con un istituto assicurativo.

Nella convenzione, infine, dovrà essere espressamente dichiarato che la concessione è temporanea e potrà essere revocata in qualsiasi momento, ad insindacabile giudizio del Dirigente Scolastico o del Consiglio d’Istituto, se dovesse venire a mancare una delle condizioni che avevano permesso la concessione d’uso o se dovessero sopraggiungere nuove necessità di utilizzo dei locali concessi per attività o progetti gestiti direttamente dall’Istituzione Scolastica. Alla fine di ogni periodo di convenzione, o comunque di ogni anno, il Dirigente scolastico relazionerà al Consiglio d’Istituto circa l’andamento della convenzione con particolare riferimento al rispetto dei termini della convenzione stessa.

 

Articolo 66 Uso dei locali per le assemblee delle varie componenti

Su richiesta delle varie componenti, almeno cinque giorni prima, seguendo le modalità previste dalla normativa, il Dirigente Scolastico autorizza l’uso dei locali della scuola per assemblea.

 

Articolo 67 Stipula dei contratti di PRESTAZIONE D’OPERA CON ESPERTI per particolari attività ed insegnamenti

 

Art. 1 – Finalità e ambito di applicazione

  1. Il presente regolamento disciplina, ai sensi dell’art. 40 del D.I. 44/2001 e dell’art. 46 del D.L. 112/08, le modalità e i criteri per il conferimento di contratti di prestazione d’opera per attività e insegnamenti che richiedano specifiche e peculiari competenze professionali nell’ambito della programmazione didattica annuale, al fine di sopperire a particolari e motivate esigenze didattiche deliberate nel P.O.F.

 

Art. 2 -Requisiti professionali

  1. Per ciascuna attività o progetto deliberati nel POF per lo svolgimento delle quali si renda necessario il ricorso alla collaborazione di docenti esperti esterni, il Collegio docenti stabilisce i requisiti minimi, in termini di titoli culturali e professionali, nonché l’eventuale l’esperienza maturata nel campo che i docenti stessi devono possedere per accedere all’insegnamento.
  2. I criteri fissati dal Collegio docenti saranno pubblicizzati mediante pubblicazione sul sito web dell’istituzione scolastica.

 

Art. 3 -Pubblicazione degli avvisi di selezione

  1. Il Dirigente, una volta approvato il POF e i relativi progetti che saranno deliberati nel programma annuale, individua le attività e gli insegnamenti per i quali possono essere conferiti incarichi ad esperti esterni e ne dà informazione con uno o più avvisi da pubblicare all’albo ufficiale della scuola e sul sito web dell’Istituto, o altra forma di pubblicità ritenuta più opportuna.
  2. Gli avvisi di selezione dovranno indicare modalità e termini per la presentazione delle domande, il curriculum personale, i titoli che saranno valutati, la documentazione da produrre.
  3. Le domande, redatte su apposito modello, conterranno una griglia predefinita dei requisiti da valutare con i relativi punteggi attribuibili, per consentire l’analisi comparativa.
  4. Per ciascun contratto deve essere specificato:
  • l’oggetto della prestazione;
  • la durata del contratto: termini di inizio e conclusione della prestazione;
  • il corrispettivo proposto per la prestazione nei limiti stabiliti nel successivo art. 5.
  1. I candidati devono essere in possesso dei requisiti per l’accesso al pubblico impiego.
  2. Ciascun aspirante in possesso dei requisiti, nel termine che sarà stabilito dal Dirigente Scolastico, può presentare domanda alla scuola ai fini dell’individuazione dei contraenti cui conferire l’incarico. La presentazione della domanda deve avvenire per raccomandata R.R. o “brevi manu” o tramite PEC al protocollo della scuola. Non è ammessa la trasmissione delle domande tramite fax.

 

 

Art.4 -Individuazione dei contraenti

  1. I contraenti cui conferire i contratti sono selezionati dal Dirigente Scolastico mediante analisi comparativa.
  2. La valutazione sarà effettuata sulla base dei seguenti titoli:
  • curriculum complessivo del candidato;
  • contenuti e continuità dell’attività professionale e scientifica individuale o svolta presso studi scolastici ed enti pubblici;
  • pubblicazioni e altri titoli.
  1. Per l’analisi comparativa dei candidati il Dirigente scolastico farà riferimento almeno ai seguenti criteri:
  • livello di qualificazione professionale e scientifica dei candidati;
  • congruenza dell’attività professionale o scientifica svolta dal candidato con gli specifici obiettivi formativi dell’insegnamento o dell’attività formativa per i quali è bandita la selezione;
  • eventuali precedenti esperienze didattiche in questa e/o in altre istituzioni scolastiche.
  1. Il Dirigente Scolastico per le valutazioni di cui al presente articolo può nominare un’apposita commissione, composta dai docenti, a cui affidare compiti di istruzione, ai fini della scelta dei contraenti con cui stipulare i contratti.

 

Art.5 – Determinazione del compenso

  1. I criteri riguardanti la determinazione dei corrispettivi per i contratti di cui al presente regolamento sono determinati tenendo conto della tipologia del personale e della Circolare Ministero del Lavoro n. 101/97.
  2. Nell’ambito di detti criteri il compenso massimo onnicomprensivo da corrispondere all’esperto per ogni ora di lezione, tenuto conto del tipo di attività e dell’impegno professionale richiesto, è stabilito nella misura di seguito specificata a fianco dei relativi insegnamenti:
Personale interno alla pubblica amministrazione fino ad un massimo di € 35,00
Docente universitario o equiparato fino ad un massimo di € 56,81
Docente laureato con vasta esperienza, abilitazione e/o iscrizione Albo fino ad un massimo di € 46,48
Docente neolaureato fino ad un massimo di € 36,62
Esperti diplomati fino ad un massimo di € 28,01
  1. In casi particolari, di motivata necessità, in relazione al tipo di attività e all’impegno professionale richiesto, il Dirigente scolastico ha facoltà di stabilire il compenso massimo anche in maniera forfetaria, da corrispondere al docente esperto.
  2. In casi indispensabili si provvederà all’eventuale rimborso-spese, relativo al vitto, alloggio, al viaggio a all’uso del mezzo proprio, se preventivamente autorizzato.

 

Art 6 – Stipula del contratto

  1. Nei confronti dei candidati selezionati, il Dirigente provvede, con determinazione motivata in relazione ai criteri definiti con il presente regolamento e nei limiti di spesa del progetto e in relazione al compenso orario spettante, alla stipula del contratto.
  2. Nel contratto devono essere specificati :
  • l’oggetto della prestazione;
  • i termini di inizio e conclusione della prestazione;
  • il corrispettivo della prestazione, onnicomprensivo, al netto della imposta sul valore aggiunto, se dovuta, e dei contributi previdenziali e fiscali;
  • le modalità di pagamento del corrispettivo ;
  • le cause che danno luogo a risoluzione del contratto ai sensi dell’art. 1456 del C.C.;
  • le condizioni per il ricorso delle parti al recesso unilaterale.
  1. Al termine della prestazione d’opera, l’esperto esterno dovrà produrre analitica relazione scritta sull’attività svolta, controfirmata dal responsabile dell’attività o progetto;.
  2. La natura giuridica del rapporto che s’instaura con l’incarico di collaborazione esterna è di tipo privatistico qualificato come prestazione d’opera intellettuale, di norma configurata come attività occasionale e saltuaria.

La disciplina che lo regola è, pertanto, quella stabilita dagli artt. 2222 e seguenti del codice civile.

  1. I contratti di cui al presente regolamento rientrano nella fattispecie dei contratti a progetto o di prestazione d’opera occasionale e sono assoggettati al regime fiscale e previdenziale, in dipendenza anche della posizione del contraente e non danno luogo a diritti in ordine all’accesso nei ruoli della scuola.
  2. I contratti di cui al presente regolamento non possono avere durata superiore all’anno scolastico e sono rinnovabili.
  3. Non sono rinnovabili i contratti oggetto di risoluzione o di recesso.
  4. E’ istituito presso la segreteria della scuola un registro degli incarichi esterni in cui dovranno essere indicati i nominativi dei professionisti incaricati, l’importo dei compensi corrisposti e l’oggetto dell’incarico.

 

Art 7-Impedimento alla stipula del contratto

  1. I contratti con i collaboratori esterni possono essere stipulati, ai sensi dell’art. 32,comma 4, del D.I. 44/2001 soltanto per le prestazioni e le attività:

– che non possono essere assegnate al personale dipendente per inesistenza di specifiche competenze professionali;

– che non possono essere espletate dal personale dipendente per indisponibilità o coincidenza di altri impegni di lavoro

– di cui sia comunque opportuno il ricorso a specifica Professionalità esterna.

 

Art 8 – Autorizzazione dipendenti pubblici e comunicazione alla funzione

pubblica

  1. Ai fini della stipula dei contratti disciplinati dal presente regolamento con i dipendenti di altra amministrazione pubblica e di altra scuola è richiesta obbligatoriamente la preventiva autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza di cui all’art. 53 del D.L.vo 30/3/2001, n.165.
  2. L’elenco dei contratti stipulati con i soggetti di cui al comma precedente è comunicato annualmente al dipartimento della funzione pubblica entro i termini previsti dall’art. 53, commi da 12 a 16 del citato D.L.vo n.165/2001. (DELIBERA DEL C.I. N. 32 DEL 9/11/15, VERB. N. 3, PUNTO 8)

 

 

Articolo 68 Calendario scolastico

Il Consiglio di istituto, su proposta del Collegio dei docenti, tenendo presenti il calendario scolastico nazionale e il calendario della Regione Siciliana disporrà gli opportuni adattamenti fermo restando il vincolo dato dalla circolare assessoriale e comunque con  almeno 200 giorni di lezione.

 

 

Articolo 69 Contributi degli alunni

Viene fissato un contributo volontario di scopo, comprensivo della quota obbligatoria di assicurazione per la responsabilità civile con finalità di contribuire al funzionamento didattico e dei laboratori degli alunni dovuto all’atto dell’iscrizione nella misura di €.15,00 per ciascun alunno della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. Se l’iscrizione riguarda due alunni del medesimo nucleo familiare, la quota individuale sarà pari ad €.12,50. Il solo contributo volontario non sarà dovuto dal terzo componente lo stesso nucleo familiare in poi. Resta, in ogni caso, dovuta la quota obbligatoria di assicurazione per la responsabilità civile.

 

Articolo 70 Norme di sicurezza

La scuola è un luogo di lavoro dove si svolgono attività di vario tipo, che coinvolgono il personale e

l’ utenza con ruoli diversi:

  • Il personale amministrativo svolge attività di ufficio
  • Il personale docente svolge attività di insegnamento teorico/pratico
  • Gli studenti svolgono attività di studio teorico/pratico
  • Il personale ATA attività di pulizia, di piccola manutenzione, di vigilanza.

La scuola, quindi, è regolamentata dalle norme previste dal D. Lgs. 81/2008 per la tutela della salute

nell’ambiente di lavoro.

A tali norme debbono adeguarsi i comportamenti sia individuali che collettivi sotto elencati.

 

ALUNNI E DOCENTI

  1. Al suono della campana di inizio o di ripresa delle lezioni, dopo la pausa, gli allievi e i docenti debbono trovarsi nell’aula o nel locale indicato dall’orario;
  2. Si accede a un laboratorio (palestra, cortile, mediateca, cucina ecc.) solo in presenza dell’insegnante, con un abbigliamento che non costituisca pericolo per la propria e l’altrui incolumità, in relazione alla natura delle operazioni da svolgere;
  3. Nei suddetti laboratori e nei locali comuni gli alunni devono osservare le norme richiamate nelle apposite tabelle appese alla parete;
  4. Durante le ore delle lezioni gli alunni dovranno restare nell’aula e tale obbligo sussiste anche in assenza dell’insegnante e in presenza di un qualsiasi operatore scolastico.
  5. Per breve tempo, e uno alla volta, si potrà uscire solo se l’insegnante concede l’autorizzazione.

Gli alunni dovranno inoltre:

Mantenere un comportamento corretto durante le lezioni.

Non correre, schiamazzare, giocare, spingere, fare scherzi pericolosi per sé e per gli altri in aula o durante gli spostamenti da un luogo all’altro e non usare espressioni volgari.

Osservare la normativa relativa al comportamento da tenersi in caso di emergenza.

Ogni anno, infine, ricevono formazione/informazione sui temi della sicurezza dall’addetto della sicurezza del plesso attraverso attività teorico/pratiche e dovranno comportarsi coerentemente agli insegnamenti ricevuti.

 

I docenti:

dovranno porre la massima attenzione affinché gli arredi, gli strumenti usati durante lo svolgimento dell’attività didattica vengano utilizzati per il fine cui sono destinati.

Durante l’intervallo i docenti hanno l’obbligo di vigilare sul comportamento degli alunni in modo da evitare che si arrechino danni a persone e cose.

I danni da essi riscontrati, o ad essi segnalati, nelle aule o in altri reparti dell’edificio, vanno comunicati immediatamente al Dirigente Scolastico o attraverso l’addetto alla sicurezza e/o collaboratore del Dirigente.

collaborano in sinergia con l’addetto alla sicurezza del plesso nel processo di formazione/informazione sui temi della Sicurezza e Prevenzione

L’attività motoria, eseguita in palestra o in cortile, necessita di scarpette da ginnastica; coloro che non partecipano all’attività restano sotto la vigilanza didattica dell’insegnante.

 

I collaboratori scolastici dovranno:

Svolgere le loro mansioni di pulizia, piccola manutenzione, movimentazione manuale di carichi nel rispetto delle vigenti norme di sicurezza sul posto di lavoro, utilizzando i necessari dispositivi di protezione individuale ed attrezzature adeguate.

Vigilare sugli alunni in assenza dei docenti e nei corridoi e bagni.

Controllare l’accesso ai locali della scuola ed impedire che estranei all’ambiente scolastico, non autorizzati, disturbino il normale svolgimento delle lezioni

Collaborare al Piano di evacuazione nel rispetto dell’incarico ricevuto

Controllare gli spazi esterni ed evitare che autoveicoli sostino nelle aree di evacuazione.

 

PERSONALE DI SEGRETERIA

Nell’uso delle attrezzature munite di videoterminale dovranno rispettare le norme fissate nel D. Lgs. 81/08 e non superare le 20 ore settimanali.

Infine dovranno sistemare gli arredi in maniera funzionale al piano di esodo perché nulla sia di ostacolo nelle vie di fuga.

I non docenti che nello svolgimento delle loro mansioni dovessero rilevare danni e rotture nei vari locali in cui operano, devono segnalare per iscritto quanto rilevato allo scopo di provvedere alle riparazioni o alle sostituzioni del materiale danneggiato.

Tutto il personale dovrà rispettare il divieto di fumare negli ambienti scolastici.

Se fosse necessario abbandonare lo stabile, al suono concordato tutti dovranno:

  • Mantenere la calma.
  • Seguire puntualmente le direttive previste in caso di emergenza, compreso il piano di evacuazione.
  • Lasciare l’aula con il registro di classe dopo aver chiuso la porta.
  • Raggiungere l’uscita seguendo i segnali indicatori.
  • Non rientrare nell’edificio se non si è autorizzati.

Si fa presente che due volte l’anno si effettueranno simulazioni di evacuazione.

Qualora si verificasse un inizio di incendio, chiunque se ne accorgesse, dovrà dare subito l’allarme, affinché le persone del piano incaricate e non, esperte nell’uso degli estintori, possano intervenire immediatamente.

Se il fumo dovesse rendere impraticabile il corridoio e/o le scale, la classe dovrà rimanere nell’aula con la porta chiusa, avendo cura di ben tappare le eventuali fessure, andare alla finestra e chiedere aiuto.

Formazione e informazione:

Ogni anno sarà consegnato al personale nuovo della scuola materiale di informazione

Si procederà gradualmente alla formazione del personale su ambiti specifici secondo norme.

 

Articolo 71 – NORME FINALI

Le proposte di modifica del Regolamento di Istituto, che rimane invariato negli anni, possono essere presentate dal Dirigente o dagli Organi Collegiali della scuola.

Le proposte di modifica per divenire esecutive, devono essere approvate da almeno i due terzi dei membri del Consiglio di Istituto.

 

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE

DEGLI INVENTARI DEI BENI MOBILI

CHE COSTITUISCONO IL PATRIMONIO DELL’ISTITUTO

Approvato dal Consiglio d’istituto nella seduta del 19/12/2014, con delibera n. 20.

L’ISTITUTO SCOLASTICO

  • VISTA la C.M. n° 253 del 10 Novembre 2000;
  • VISTO il D.I. n° 44 del 1 Febbraio 2001 – TITOLO II;
  • VISTO il D.P.R. n° 254 del 4 Settembre 2002 art. 1 7;
  • VISTA la C.M. n° 42 del 30 Dicembre 2004 emanata dal M.E.F.;
  • VISTA la circolare del MIUR 8910 del 01/12/2011;
  • VISTA la circolare del MIUR R.U. 2233 del 02/04/2012;
  • VISTA la Circ. assessoriale BB.CC.AA. e P.I. Regione Sicilia, n. 17 del 06/10/2014

 

Adotta il seguente Regolamento

 

 

 

Art. 1

 

OGGETTO

  1. Il presente Regolamento ha per oggetto le procedure di registrazione inventariale secondo

quanto previsto dal D.I. n. 44/2001 Regolamento Generale di Contabilità.

  1. Il presente Regolamento disciplina altresì le procedure di carico e scarico dei beni, nonché le

modalità di ricognizione e di aggiornamento dei beni

 

Art. 2

 

DEFINIZIONI

  1. Nel presente Regolamento si intendono per:
  2. a) “beni mobili”: oggetti mobili, costituenti il patrimonio dell’Istituzione scolastica, destinati al funzionamento degli uffici e allo svolgimento delle attività istituzionali della scuola, ossia arredi, attrezzature, libri, strumenti scientifici e di laboratorio, collezioni di leggi e decreti
  3. b) “consegnatario”: a norma dell’art. 24, c.7 del D.I. 44/2001 si intende il DSGA
  4. c) “utilizzatore”: fruitore delle unità cedute dal bene o consumate di materiali destinati dal consegnatario per l’uso, l’impiego o il consumo
  5. d) “subconsegnatario”: il docente che risponde del materiale affidatogli ex art. 27, c.1, D.I. 44/2001
  6. e) “custode”: il soggetto responsabile che risponde per debito di custodia dei beni mobili dell’Istituzione scolastica
  7. f) “macchinari per ufficio”: beni in dotazione agli uffici per lo svolgimento e l’automazione di compiti specifici
  8. g) “mobili e arredi per ufficio”: oggetti per l’arredamento di uffici, allo scopo di rendere l’ambiente funzionale rispetto alle sue finalità
  9. h) “impianti e attrezzature”: complesso delle macchine e delle attrezzature necessarie allo svolgimento di una attività
  10. i) “hardware”: macchine connesse al trattamento automatizzato di dati
  11. j) “materiale bibliografico”: libri, pubblicazioni, materiale multimediale
  12. k) “opere dell’ingegno”: software

 

 

 

 

 

 

Art. 3

 

INVENTARIO DEI BENI

I beni mobili sono oggetto di inventariazione nel momento in cui entrano a far parte del patrimonio della scuola a seguito di acquisto, donazione o altro e sono oggetto di cancellazione dall’inventario nel momento in cui cessano di far parte del patrimonio dell’Istituto per vendita, per distruzione, per perdita, per cessione.

I beni mobili si iscrivono, nel relativo inventario, in ordine cronologico, con numerazione progressiva ed ininterrotta e con l’indicazione di tutti gli elementi che valgano a stabilirne la provenienza, il luogo in cui si trovano, la quantità o il numero, lo stato di conservazione , il valore

e la eventuale rendita.

Ogni oggetto è contrassegnato col numero progressivo col quale è stato iscritto in inventario.

Sono descritti in distinti inventari i beni immobili, i beni di valore storico-artistico, i libri ed il materiale bibliografico, i valori mobiliari.

Non si iscrivono in inventario gli oggetti fragili e di facile consumo, cioè tutti quei materiali che, per l’uso continuo, sono destinati a deteriorarsi rapidamente ed i beni di modico valore.

Per beni di modico valore si intendono quelli il cui costo di acquisto o valore di stima sia pari o inferiore ad € 500,00 iva compresa e non siano parte di una “universalità di mobili” secondo la definizione del C.C., art. 816 (“è considerata universalità di mobili la pluralità di cose che appartengono alla stessa persona e hanno una destinazione unitaria”). Pertanto, nell’inventariare

unità composte quali studi o postazioni informatiche, si tiene conto del complesso degli elementi attribuendo un unico numero d’inventario all’universalità. Nel caso di studi e/o uffici, al fine di consentire discarichi parziali, si deve attribuire un numero d’ordine identificativo agli elementi che

compongono l’universalità indicandone il valore.

Non si inventariano altresì, pur dovendo essere conservati nei modi di uso o con le modalità previste dal presente regolamento dell’istituzione, i bollettini ufficiali, le riviste ed altre pubblicazioni periodiche di qualsiasi genere, i libri destinati alle biblioteche di classe.

Qualsiasi variazione, in aumento o in diminuzione, dei beni soggetti ad inventario è annotata, in ordine cronologico, nell’inventario di riferimento.

Ad ogni bene iscritto in inventario è attribuito un valore che corrisponde: al prezzo di fattura, per i beni acquistati, ivi compresi quelli acquisiti dall’istituzione scolastica al termine di eventuali operazioni di locazione finanziaria o di noleggio con riscatto; al prezzo di costo, per quelli prodotti nell’istituto; al prezzo di stima, per quelli ricevuti in dono. Il prezzo di stima è assegnato dal Dirigente scolastico con apposita determinazione.

Per i beni appartenenti al patrimonio dello Stato e degli Enti locali che sono concessi in uso alle istituzioni scolastiche e iscritti in distinti inventari, si osservano le disposizioni impartite dagli enti medesimi, allegato A e allegato B della circolare MIUR RV 2233 del 02/04/2012

 

Art. 4

 

CATEGORIE

I beni mobili vanno suddivisi nelle seguenti categorie:

– I categoria

– III categoria

– IV categoria

– V categoria

 

Libri e materiale bibliografico:

– II categoria

 

 

Art. 5

 

CONSEGNATARIO

  1. La custodia, la conservazione e l’utilizzazione dei beni mobili inventariati è affidata ad “agenti”

responsabili costituiti da:

  1. a) consegnatario
  2. b) subconsegnatari.

 

Art. 6

 

COMPITI – RESPONSABILITÀ – UTILIZZI – SCARICHI

 

L’inventario è tenuto e curato dal direttore, che assume le responsabilità del consegnatario, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 27 del D.I. n.44 del 2001 (Custodia del materiale didattico, tecnico e scientifico, dei laboratori e delle officine).

 

La responsabilità del D.S.G.A. quale consegnatario dei beni, come analiticamente e inequivocabilmente chiarito dal Ragioniere generale dello Stato con specifica e puntuale nota prot. n. 72659 dell’1/07/2009, ricevuta con prot.n.8726 dell’8/07/2009 ed inviata, per conoscenza, al MIUR, al Revisore dei conti in rappresentanza del MEF ed alla R.T.S. del Territorio, è quella per debito di vigilanza e non per debito di custodia.

 

Il consegnatario deve, in particolare, curare che vengano correttamente e tempestivamente svolte le seguenti operazioni:

 

  1. la tenuta dei registri inventariali;
  2. l’applicazione delle etichette inventariali su ciascun bene mobile;

 

  1. la compilazione delle schede indicanti i beni custoditi in ciascun vano e la relativa esposizione all’interno del vano stesso;

 

  1. la ricognizione fisica ai sensi e per gli effetti della C.M. n.26 del 18/09/2008 del MEF-Ispettorato generale di finanza e della citata nota prot. n. 72659 dell’1/07/2009 del Ragioniere Generale dello Stato;

 

  1. richiedere al Dirigente scolastico i provvedimenti di manutenzione o riparazione o sostituzione di beni deteriorati, danneggiati o perduti, a seguito di specifica segnalazione scritta al D.S.G.A. da parte dei sub-consegnatari dei beni, dei custodi eventualmente individuati dal Dirigente scolastico, dell’assistente tecnico, dell’assistente amministrativo con incarico organizzativo concernente la gestione inventariale e dei collaboratori scolastici;

 

  1. la segnalazione al Dirigente scolastico di eventi dannosi fortuiti o volontari di cui sia venuto a conoscenza.

 

Gli adempimenti di cui ai precedenti punti e. ed f. si intendono effettuati qualora le richieste e/o segnalazioni previste siano comunque state effettuate da qualsiasi componente del personale della scuola al Dirigente scolastico mediante specifica comunicazione diretta e/o trasmessa per conoscenza.

 

Qualora vengano usati mezzi informatici per le registrazioni inventariali, il consegnatario provvederà, alla fine di ciascun anno finanziario, alla stampa dell’inventario dei beni, diviso per categorie, e curerà che venga rilegato, apponendo sulla pagina iniziale l’attestazione del numero di

pagine di cui è composto il registro rilegato. La pagina attestante la consistenza dei beni al 31 dicembre dell’anno finanziario di riferimento sarà sottoscritta dal consegnatario e dal dirigente scolastico in quanto responsabile della gestione unitaria dell’istituzione scolastica e della conseguente gestione di tutte le risorse umane e strumentali.

 

Art. 7

 

SUBCONSEGNA E CUSTODIA DEI BENI

La custodia del materiale inventariato e non di tipo didattico, tecnico, hardware, software e scientifico dei vari plessi facenti parti questo Istituto è affidata, dal direttore, su indicazione vincolante del Dirigente, ai rispettivi docenti, mediante elenchi descrittivi compilati in doppio esemplare, sottoscritti dal direttore e dal docente interessato, che risponde della conservazione del materiale affidatogli. L’operazione dovrà risultare da apposito provvedimento.

Qualora più docenti debbano valersi degli stessi beni, la direzione è attribuita ad un docente indicato dal dirigente e/o a un gruppo di essi. La custodia del materiale didattico, tecnico hardware, software e scientifico è affidata, dal direttore al predetto docente, su indicazione vincolante del dirigente, mediante elenchi descrittivi compilati in doppio esemplare, sottoscritti dal direttore e dal docente interessato, che risponde della conservazione del materiale affidatogli.

I docenti subconsegnatari, quando cessano dall’incarico, provvedono alla riconsegna, al direttore, del materiale inventariato e non, di tipo didattico, tecnico, hardware, software e scientifico, avuto in

custodia con le stesse modalità dell’affidamento in custodia dei beni.

Il subconsegnatario deve provvedere alla corretta custodia, conservazione e utilizzazione dei beni

affidati alla sua responsabilità. In caso di danno volontario o per custodia non corretta, si procederà a sanzione oppure a risarcimento e/o riparazione del danno arrecato (es. danno patrimoniale oppure suscettibile di valutazione economica).

Egli assume i seguenti compiti:

  1. la conservazione dei beni custoditi nei vani posti sotto il suo controllo;

 

  1. il recupero tempestivo dei beni temporaneamente collocati in spazi affidati ad altri subconsegnatari;

 

  1. la richiesta di modifica della collocazione dei beni che siano trasferiti in spazi affidati ad altri subconsegnatari;

 

  1. la richiesta al Dirigente scolastico e/o al consegnatario di interventi di manutenzione o riparazione o sostituzione di beni deteriorati, danneggiati o perduti,

 

  1. la denuncia al Dirigente scolastico e/o al consegnatario di eventi dannosi fortuiti o volontari,
  2. la richiesta al consegnatario per eventuali diverse collocazioni dei beni all’interno dei locali e/o armadi nei quali sono custoditi

Il Dirigente scolastico in quanto unico responsabile della gestione delle risorse umane e strumentali è responsabile della custodia di tutti i beni mobili dell’istituzione scolastica che, ai sensi e per gli effetti dell’art.27 del D.I. n.44/2001, come chiarito anche dalla citata nota prot.n.72659 dell’1/07/2009 del Ragioniere Generale dello Stato, non sono affidati in custodia ai docenti.

Il Dirigente scolastico può affidare in custodia tutto il materiale inventariato e non di tipo didattico, tecnico, hardware, software e scientifico dei vari plessi facenti parti questo Istituto comprese le dotazioni librarie e le attrezzature sportive, a docenti dallo stesso individuati, organizzandone l’incarico e la gestione dei beni affidati con disposizioni scritte.

Con le stesse modalità il Dirigente scolastico può affidare in custodia agli effettivi utilizzatori tutti i

beni mobili costituenti arredi, attrezzature d’ufficio e macchine di lavoro.

Per consentire le operazioni di competenza del consegnatario ed il conseguente espletamento degli obblighi derivanti dal debito di vigilanza, il dirigente scolastico, i docenti subconsegnatari e, comunque, ogni incaricato della custodia dei beni e/o utilizzatore dovranno immediatamente informare il D.SG.A. di ogni bene pervenuto a qualsiasi titolo, di ogni eventuale provvedimento di discarico, di ogni avvenimento e/o situazione comunque compromissoria per i beni stessi o dei beni stessi.

Altresì dovrà essere richiesto con formale domanda scritta al D.SG.A.. lo spostamento di qualsiasi

bene rispetto all’allocazione originaria, salvo utilizzo momentaneo che, comunque, dovrà essere disciplinato dal dirigente scolastico. Lo spostamento stesso non potrà essere effettuato senza previo consenso del consegnatario. L’eventuale diniego dovrà essere opportunamente motivato solo per ragioni di tutela del bene. Il dirigente scolastico, nel caso non ritenesse giustificate le ragioni del diniego, interverrà con provvedimento autorizzativo scritto che dovrà essere comunicato al consegnatario che non potrà opporsi ulteriormente allo spostamento, fatta salva la conseguente completa irresponsabilità del consegnatario stesso per danni al bene che dovessero derivare dalla nuova allocazione.

 

Art. 8

 

SCARICO INVENTARIALE

Il materiale mancante per furto o per causa di forza maggiore, o reso inservibile all’uso, è eliminato

dall’inventario con provvedimento del dirigente, nel quale deve essere indicato l’obbligo di reintegro

a carico degli eventuali responsabili.

Al suddetto provvedimento è allegata copia della denuncia presentata alla locale autorità di pubblica sicurezza, qualora trattasi di materiale mancante per furto, o, nel caso di materiale reso inservibile all’uso, il verbale redatto dalla commissione incaricata dal Dirigente scolastico, con formale provvedimento scritto, presieduta dal Dirigente stesso o dal D.S.G.A..

 

I materiali di risulta, i beni fuori uso, quelli obsoleti e quelli non più utilizzati sono ceduti dall’istituzione previa determinazione del loro valore, calcolato sulla base del valore di inventario, dedotti gli ammortamenti, ovvero sulla base del valore dell’usato per beni simili. La determinazione del valore verrà comunque effettuata da apposita commissione interna incaricata e composta come da precedente capoverso. Di dette operazioni dovrà essere redatto apposito verbale, debitamente sottoscritto dai componenti la Commissione.

 

La vendita avviene previo avviso da pubblicarsi nell’albo della scuola, sul sito web, comunicato agli alunni e inviato alle scuole ricomprese nell’ambito dell’U.S.R. – UFFICIO V, sulla base delle offerte pervenute entro il termine assegnato. L’aggiudicazione è fatta al migliore offerente.

La pubblicazione deve avvenire almeno 15 giorni prima della data stabilita per l’aggiudicazione della gara.

 

L’avviso d’asta deve contenere il giorno e l’ora in cui avverrà l’aggiudicazione, il prezzo posto a base della gara, nonché le modalità di presentazione delle offerte.

 

Il prezzo da porre a base d’asta è quello del valore del bene risultante dall’inventario o il valore dell’usato di beni simili, individuato con le procedure di cui sopra.

 

Le offerte devono essere segrete e devono pervenire all’istituzione scolastica in busta chiusa entro la data stabilita. Nell’avviso d’asta si potrà comunque prevedere l’aggiudicazione anche in presenza di una sola offerta ai sensi dell’art. 69 del R.D. n. 827/1924.

 

Nel giorno stabilito per l’asta, sulla base delle offerte pervenute si procede alla aggiudicazione al concorrente che ha offerto il prezzo migliore, superiore o almeno uguale a quello indicato nell’avviso d’asta.

L’asta si conclude con la stesura del verbale di aggiudicazione.

 

Nel caso in cui la gara sia andata deserta i materiali fuori uso possono essere ceduti a trattativa privata o a titolo gratuito e, in mancanza, essere distrutti, nel rispetto della normativa vigente sullo smaltimento dei rifiuti.

 

I soli beni non più utilizzati possono essere ceduti direttamente a trattativa privata ad altre istituzioni scolastiche o ad altri enti pubblici.

 

Il dirigente scolastico autorizza, con provvedimento formale, il consegnatario a provvedere alla cancellazione dei beni dall’inventario e lo libera dagli obblighi di vigilanza sui beni scaricati.

Il dirigente scolastico, altresì e con provvedimento formale, libera i subconsegnatari dalle responsabilità di custodia e gestione connesse. Lo scarico inventariale deve essere proposto dalla commissione di cui sopra. Al provvedimento dirigenziale deve essere allegato il verbale della suddetta commissione nel quale dovranno essere relazionate tutte le operazioni svolte ai fini del discarico inventariale.

 

Art. 9

 

UTILIZZO DEI BENI

Sarà obbligo del dirigente scolastico e dei subconsegnatari, responsabili per debito di custodia dei beni, organizzare con circolari interne l’uso dei beni mobili in custodia affinché se ne garantisca il pieno uso di destinazione, nel rispetto della tutela dei beni stessi e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Particolare attenzione dovrà esse re posta nel disciplinare l’utilizzo dei beni mobili “itineranti” per ragioni didattiche, affinché non accada che siano incustoditi, neppure temporaneamente.

 

Art. 10

 

UTILIZZO DEI BENI AL DI FUORI DELL’ISTITUTO

Il dirigente scolastico può dare in custodia e consegna temporanea ( giornaliera o per la durata di un evento specifico, temporalmente determinato) a docenti i beni mobili agevolmente removibili dalla loro sede o portatili, quali attrezzature di lavoro, calcolatori portatili, telecamere, macchine fotografiche, mezzi di registrazione o di riproduzione o di proiezione. L’affidamento temporaneo, come sopra definito, dovrà essere opera to con provvedimento scritto indirizzato all’utilizzatore temporaneo ed all’eventuale subconsegnatario ed inviato, per conoscenza, al consegnatario. Detto provvedimento dovrà contenere le modalità di utilizzo per la tutela del bene e l’assunzione di responsabilità dell’utilizzatore pe r danni che, comunque, dovessero verificarsi al bene per l’uso al di fuori dell’istituto, compresi danni per caso fortuito, forza maggiore e/o furto, salvo comprovata ed inequivocabile prova, a carico dell’utilizzatore, di aver adoperato ogni possibile tutela sulla base del principio relativo al comportamento secondo i canoni del “ buon padre di famiglia”. Il provvedimento scritto, a firma del dirigente scolastico dovrà contenere firma per accettazione dell’utilizzatore dell’affidamento e di tutte le clausole d’uso conseguenti. La riconsegna del bene da parte del momentaneo utilizzatore dovrà avvenire in forma scritta e dovrà contenere dichiarazione scritta da parte del dirigente scolastico circa la riconsegna del bene affidato nello stesso stato della consegna e perfettamente integro e funzionante. L’atto di riconsegna dovrà essere immediatamente consegnato, per conoscenza, al consegnatario.

 

Qualora tali beni siano utilizzati in via permanente o temporanea, ma superiore e/o diversa dall’uso giornaliero e/o legato ad un evento specifico temporalmente determinato, da soggetto diverso dal subconsegnatario, l’utilizzatore assume il ruolo di subconsegnatario stesso, con tutte le conseguenti responsabilità e si dovrà procedere all’affidamento del bene con le formalità previste all’art.27 del D.I. n.44/2001, previo assenso del consegnatario tassativamente vincolante e non oppugnabile.

 

Qualora l’utilizzatore non abbia un rapporto di lavoro dipendente con l’Istituto, egli deve essere autorizzato per iscritto dal consegnatario ad utilizzare il bene. Eventuale diniego del consegnatario non sarà in alcuno modo sanabile, non necessita di particolare motivazione salvo il generale riferimento alla tutela del bene e produrrà l’impossibilità da parte di personale non dipendente dalla scuola all’uso del bene richiesto. L’uso non potrà comunque essere superiore a sei giorni, la richiesta d’uso dovrà essere debitamente motivata e la procedura di affidamento dovrà essere quella descritta per la custodia e consegna giornaliera.

 

Art. 11

 

RICOGNIZIONE DEI BENI

In ottemperanza all’art. 24, c. 9 del D.I. 44/201 si provvede alla ricognizione dei beni almeno ogni

cinque anni e almeno ogni dieci anni al rinnovo degli inventari e alla rivalutazione dei beni. Dette operazioni, in quanto improntate a criteri di trasparenza, vengono effettuate da una apposita commissione interna, incaricata con formale provvedimento scritto, un’apposita commissione interna presieduta dal Dirigente stesso o dal D.S.G.A.

 

La commissione procederà alla ricognizione fisica dei beni che potrà essere effettuata anche con suddivisione dei compiti ricognitivi in relazione alle varie tipologie dei beni ed alla loro allocazione. Di detta ricognizione dovrà essere redatto apposito verbale, in triplice copia e da sottoscriversi da parte di tutti gli intervenuti, nel quale dovranno esporsi le operazioni svolte, la situazione accertata opportunamente riassunta in una tabella di sintesi ed il riscontro tra le risultanze dell’inventario e la situazione effettiva. Il suddetto verbale va sottoposto al visto del Dirigente scolastico, il quale, attestata l’effettività delle operazioni svolte e sulla base delle risultanze emerse, è in condizione di poter adottare gli eventuali provvedimenti necessari alla tutela dei beni ovvero, se del caso, al loro reintegro. Infine, di tutto quanto sopra deve essere fornita informazione al Consiglio d’istituto.

 

Art. 12

 

RINNOVO DEGLI INVENTARI E RIVALUTAZIONE DEI BENI

Almeno ogni dieci anni si deve procedere al rinnovo degli inventari ed alla rivalutazione dei beni.

 

A tal fine il Dirigente scolastico incaricherà, con formale provvedimento scritto, un’apposita commissione interna presieduta dal Dirigente stesso o dal D.S.G.A., dai docenti sub-consegnatari o responsabili di plesso, e dall’assistente amministrativo incaricato di gestire l’inventario dei beni.

 

La commissione procederà alla ricognizione fisica d ei beni. Di detta ricognizione dovrà essere redatto apposito verbale, in triplice copia e da sottoscriversi da parte di tutti gli intervenuti, nel quale dovranno esporsi le operazioni svolte.

Il processo verbale deve contenere anche l’elencazione dei:

  1. beni esistenti in uso, ivi compresi quelli rinvenuti e non assunti in carico
  2. eventuali beni mancanti per furto o per causa di forza maggiore
  3. materiale reso inservibile all’uso
  4. materiali di risulta, beni fuori uso, beni obsoleti e beni non più utilizzati da destinare alla vendita o da cedere gratuitamente agli organismi previsti; qualora tale procedura risultasse infruttuosa è consentito l’invio di questi beni alla distruzione nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia ambientale e di smaltimento.

 

Il suddetto verbale va sottoposto al visto del Dirigente scolastico, il quale, attestata l’effettività delle operazioni svolte e sulla base delle risultanze emerse, è in condizione di poter adottare tutti i conseguenti provvedimenti di carico e/o scarico inventariale necessitati, tutti gli atti e procedure propedeutici a detti provvedimenti di carico e/o scarico e gli eventuali provvedimenti necessari alla tutela dei beni ovvero, se del caso, al loro reintegro. Infine, di tutto quanto sopra deve essere fornita informazione al Consiglio d’istituto.

 

Completate le operazioni di ricognizione materiale dei beni esistenti, eventualmente si procede alle opportune sistemazioni contabili in modo da rendere coerente la situazione di fatto con la situazione di diritto.

 

Sulla base del verbale di cui sopra sarà compilato il nuovo inventario dopo aver effettuato le operazioni di aggiornamento dei valori.

 

Nelle operazioni di aggiornamento dei valori, i beni si distinguono con riferimento all’anno di acquisizione in:

 

  1. beni acquisiti anteriormente all’anno 2000
  2. beni acquisiti a partire dall’anno 2000

 

Per i beni di cui al punto a) si applica l’aliquota di deperimento del 10%; il computo avviene per anno intero, considerando tale anche la frazione superiore a 6 mesi, quella inferiore viene trascurata.

Per l’individuazione dell’anno di riferimento si considera la data dell’ultimo inventario.

 

Per il calcolo dei coefficienti di aggiornamento (arrotondati) si farà riferimento alle tabelle elaborate con sistema AXIOX.

 

Casi particolari.

 

I computers e le altre attrezzature del sistema informatico, acquisiti prima del 2000, andranno valutati secondo i criteri stabiliti dall’art. 17, comma 20, della Legge 15.03.1977, n. 127 che di seguito si riporta:

20. ai fini di quanto previsto dall’art. 81, quarto comma, del regio decreto 18 novembre 1923, n.

2440, e dagli articolo 29,33, 35 e 194 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, nonché dagli articoli 19 e seguenti del regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 1979, n. 718, in materia di redazione e aggiornamento degli inventari, il valore dei beni e delle apparecchiature di natura informatica, anche destinati al funzionamento di sistemi informativi complessi, s’intende ammortizzato nel termine massimo di cinque anni dall’acquisto. Trascorso tale termine, il valore d’inventario s’in tende azzerato, anche se i beni stessi risultano ancora suscettibili di utilizzazione”. Non sono sottoposti all’aggiornamento dei valori i beni acquisiti nel secondo semestre 2011.

 

ART. 13

 

BIBLIOTECA – LIBRI – BENI SOGGETTI A PRESTITO

I libri sono soggetti ad apposita catalogazione; fanno parte della categoria II: libri e pubblicazioni

sia ufficiali sia non ufficiali.

Ogni anno sarà redatto un apposito registro con l’elenco del materiale acquistato e catalogato con

l’indicazione dei singoli valori e del valore complessivo.

I libri dati in prestito sono soggetti ad un regolamento interno della Biblioteca scolastica.

Il materiale librario ed audiovisivo soggetto a prestito e, quindi, non facente parte dei beni mobili dello Stato, dovrà essere registrato nell’apposito registro del facile consumo.

Esso dovrà essere custodito in appositi spazi, dentro armadi chiusi. Il previsto prestito potrà realizzarsi solo previa individuazione di un docente incaricato dell’incombenza e che dovrà registrare in apposito registro tutte le operazioni di prestito e di riconsegna apponendo data e propria firma su ogni operazione e facendo apporre firma e data anche da parte dell’utilizzatore.

Potranno essere utilizzatori tutti gli alunni e tutto il personale interno. Nel caso di alunni dovrà essere indicata, nell’apposito registro dei prestiti, anche la classe di appartenenza. Il prestito non potrà superare i trenta giorni. Trascorso il termine massimo il docente incaricato dovrà segnalare per iscritto al dirigente scolastico ed al D.S.G.A. i nominativi di eventuali fruitori che non hanno riconsegnato i testi nei termini. Il dirigente scolastico dovrà provvedere ad intimare la restituzione del materiale. Nel caso in cui l’utilizzatore inadempiente sia un alunno, il docente dovrà indicare anche la classe di appartenenza. Al di fuori di dette modalità espletate da un docente responsabile non saranno possibili prestiti, salvo che il dirigente scolastico non assuma personalmente i compiti da assegnare ad un docente incaricato come sopra previsti ed analiticamente disciplinati.

 

ART. 14

 

PASSAGGI DI CONSEGNE

Quando il Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi cessa dal suo ufficio, il passaggio di consegne avviene mediante ricognizione materiale dei beni in contraddittorio con il consegnatario subentrante, in presenza del dirigente e del presidente del Consiglio di istituto.

 

L’operazione deve risultare da apposito verbale redatto in triplice esemplare, di cui uno è conservato presso il competente Ufficio, il secondo presso il consegnatario e il terzo posto a disposizione del consegnatario cessante. Il termine ultimo per le operazioni di passaggio di consegne è il 31 agosto dell’anno scolastico di cessazione del servizio nell’Istituto del D.S.G.A. uscente.

 

ART. 15

 

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

  1. Il presente Regolamento ha natura di regolamento interno e rappresenta strumento di attuazione del Regolamento di contabilità D.I. 44/2001 ed è approvato dal Consiglio d’Istituto.

 

  1. Il presente Regolamento entra in vigore a partire dal primo giorno successivo alla data di delibera del Consiglio di Istituto.

 

 

Aggiornamenti approvati nella seduta del 9/11/2015.

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